Gran Sasso, riapre la Scindarella e gli sciatori assaltano gli impianti

Oltre mille persone sulle piste dopo gli sforzi del Ctgs per liberare le strutture sommerse dalla neve.La valanga ai Valloni non ha intaccato il trend di una stagione da record per affluenza e precipitazioni
L’AQUILA
Più di mille persone sul Gran Sasso ieri a sciare con la riapertura della Scindarella, apertura resa possibile grazie al grande lavoro del Centro Turistico del Gran Sasso che, dopo la bufera di neve, era riuscito a liberare inizialmente solo le Fontari per poter accogliere gli sciatori a Pasqua. E una grande dimostrazione di efficienza è stata fornita anche nella situazione della valanga ai Valloni che, per qualche ora, ha tenuto due giorni fa tutti con il fiato sospeso. «Stazione aperta», commenta l’amministratore del Centro Turistico del Gran Sasso, Gianluca Museo, «e tantissima gente davvero. Siamo contenti perché è frutto del lavoro che stiamo facendo. La neve c’è, quest’anno è stato un record e per ora si va avanti, ma non posso azzardare previsioni su una chiusura perché tutto dipenderà dal meteo. Ci sono ancora tanti appassionati che ci onorano della loro presenza». Grande risposta di squadra, come si spiegava, pure per la gestione della valanga che, per fortuna, non ha coinvolto nessuno ma che, così si ipotizza almeno, potrebbe essere stata causata da qualche sciatore fuori pista. In questo caso la collaborazione tra Comune, Ctgs, Corpo nazionale Soccorso Alpino e speleologico d’Abruzzo, Guardia di Finanza e Vigili del fuoco ha permesso una risposta rapida e soprattutto efficace. Lungimirante, poi, la scelta dell’amministratore Museo di volere, sul Gran Sasso, una postazione dei vigili del fuoco con i droni che, in situazioni come quella appena vissuta, possono essere determinanti per assicurare la sicurezza di tutti gli utenti.
«Il lavoro», come conferma il consigliere comunale delegato alla montagna Luigi Faccia, «è stato corale. È la prima volta che si entra in azione con una modalità nuova, dopo aver acquisito la carta dei rischi della Regione Abruzzo, dopo aver rifatto il piano di protezione civile della zona. Sono entrati in funzione, poi, i nuovi paravalanghe e c’è un sistema di monitoraggio importante, oltre alla postazione dei vigili del fuoco. Ruolo fondamentale anche della commissione valanghe, un ufficio che lavora gratuitamente e che anche nei giorni della bufera è stata sempre sul posto con bollettini aggiornati sui pericoli. Il Comune, quindi, con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, ha un sistema collaudato che in Abruzzo forse nessuno possiede, con tutte queste misure che vanno all’interno di un piano di sicurezza fatto di risorse investite e di altre che se ne investiranno. Si sta investendo molto, quindi, sul piano della prevenzione e del rischio, e in questo senso siamo all’avanguardia».
Previsto, poi, un altro intervento per un paravalanghe nella strada che va a Montecristo. C’è poi una strada già finanziata da realizzare, i cui lavori partiranno a primavera inoltrata che, in caso di emergenza, servirà a sfollare le persone da Fonte Cerreto passando per l’area che si trova dopo il Nido dell’Aquila, strada che taglierà la vallata fino al Progetto Case, una vera e propria strada di emergenza che è assolutamente necessaria. Oltre alle infrastrutture si sta quindi pensando anche a queste opere di sicurezza che sono essenziali per una stazione invernale. La stagione che si appresta a finire ha visto numeri davvero significativi sul Gran Sasso che fanno ben sperare per il futuro e soprattutto per l’estate. Perché non va dimenticato che il Gran Sasso è una montagna che si può vivere in tutte le stagioni in maniere differenti. Si sono investite risorse notevoli da parte del Comune, basti pensare allo sforzo compiuto per rimettere in funzione e in sicurezza la funivia, altre si utilizzeranno in seguito, ma non si può dire che non siano stati fatti dei passi in avanti importanti negli ultimi anni.
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