Grave ma stabile l’uomo salvato in extremis

9 Gennaio 2017

CAPITIGNANO. Sono gravi, ma stabili, le condizioni del 53enne di Capitignano, N.C., strappato letteralmente alla morte da un intervento del 118 di Montereale due giorni fa, dopo essere stato colpito...

CAPITIGNANO. Sono gravi, ma stabili, le condizioni del 53enne di Capitignano, N.C., strappato letteralmente alla morte da un intervento del 118 di Montereale due giorni fa, dopo essere stato colpito da un infarto. L’uomo è ora ricoverato in prognosi riservata ma non va dimenticato che il cuore aveva cessato di battere ed è stato rianimato dai soccorritori del 118 con base a Montereale. L’equipaggio era formato dal medico Americo Scarsella, dalla paramedica Annalisa Iodice e dal conducente Ignazio Maisano.

Poco prima lo stesso equipaggio si era portato a Capitignano nel tentativo di salvare un uomo di quasi 59 anni colpito da un malore. Per Dario Mazzaferri, che lavorava all’Aquila come dipendente comunale, non c’è stato niente da fare.

Poi gli operatori del 118 sono stati immediatamente richiamati per soccorrere il 53enne che, incredibilmente, era colui che pochi minuti prima aveva aiutato i soccorritori nel vano tentativo di salvare Mazzaferri. Chissà che la fortissima emozione di veder morire il suo amico non abbia scatenato il grave attacco di cuore. Le sue condizioni, dunque, sono gravi ma l’impressione è che la patologia cardiaca possa essere superata. Ora bisognerà vedere se ci sono problemi di altra natura, ma sembra che il paziente risponda bene.

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