I comitati: no a biomasse e petrolio

15 Aprile 2015

Presentato un convegno previsto venerdì: diciamo basta ai progetti che devastano l’ambiente

L’AQUILA. Un «no» fermo al petrolio e alle biomasse, dalla costa all’entroterra. Nel mirino dei comitati «No biomasse» e «La terra dei figli» ci sono le piattaforme petrolifere che si vorrebbe realizzare in alcuni punti del mare Adriatico, gli impianti a biomasse PowerCrop di Avezzano e quello progettato dalla Futuris all’Aquila, nonché il metanodotto Snam e l’elettrodotto Terna. A ribadire la ferma opposizione a progetti e intenti devastatori dell’ambiente e della qualità della vita in Abruzzo saranno gli esponenti dei comitati civici, coadiuvati da alcuni esperti in temi ambientali, nel corso di un convegno-studio dal titolo «Petrolio e biomasse: una scelta anacronistica e incompatibile» che si terrà venerdì alle 15,30 a Casa Onna. «Si tratta di una riunione sulle vertenze ambientali in Abruzzo. Ci opponiamo a un modello di sviluppo che tende a riproporre il petrolio, fonte di energia con alti costi di trasformazione, e a utilizzare false energie alternative come le biomasse», ha spiegato Antonio Perrotti, del comitato No biomasse, presentando a Onna i dettagli del convegno. Per dire stop alle biomasse «basterebbero», ha spiegato, «poche cose. Ad esempio richiedere all’Autorità di bacino e al Genio civile pareri scritti in cui si ribadisce che l’impianto a biomasse di Bazzano non è realizzabile, perché in zona alluvionale». È proprio contro la realizzazione dell’impianto a biomasse (che dovrebbe sorgere in una zona industriale tra Onna e Monticchio diventata, dopo il sisma, ad alta densità urbana e commerciale), che i comitati stanno affilando i coltelli. La Regione viene accusata di avere adottato una posizione ambigua, opponendosi politicamente alla centrale a biomasse – anche tramite risoluzioni approvate in consiglio regionale–- ma andando, poi, avanti per la sua strada da un punto di vista burocratico e amministrativo. In quest’ultimo caso, infatti, circa un mese e mezzo fa si è costituita, ad adiuvandum, a fianco della Futuris aquilana nel ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che aveva accolto le richieste dei comitati. Inoltre, Perrotti ha ricordato il rischio che le centrali a biomasse, non essendoci la disponibilità richiesta (1,4 milioni di tonnellate all’anno), vengano riconvertite in inceneritori di rifiuti solidi urbani».

Al seminario parteciperanno anche Legambiente, Wwf e Confagricoltura, oltre ad alcuni esponenti politici.

Marianna Gianforte

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