I medici: con il gasdotto aumenteranno le malattie

L’Isde torna a contestare il progetto Snam: in gioco il futuro dei nostri figli Anche i consiglieri comunali di maggioranza ribadiscono il no: nessuna trattativa
SULMONA. Aumento di tumori, patologie respiratorie e malattie cardiache. Questi i rischi connessi alla realizzazione della centrale del gas della Snam secondo i medici dell’Isde (International society of doctors for environment), l’associazione dei medici per l’ambiente di Sulmona.
«La nostra non è una battaglia ideologica come si afferma» replicano i medici a Gianni Cirillo «è una battaglia per la vita e per il futuro dei nostri figli, che sarebbe pregiudicato da un ecomostro del genere». I principali rischi, per i medici, sarebbero connessi all’inquinamento atmosferico e di conseguenza del suolo e dell’acqua, che andrebbe a compromettere anche la catena alimentare. «Le immissioni in atmosfera, la cui concentrazione rilevata dalla stessa Snam nel 2008 appare già al limite, di ossidi di azoto, carbonio, zolfo e particolato fine per 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno, concentrate dall’inversione termica» avverte per l’Isde Roberto Ranalli, oncologo in pensione «provocherebbero un deterioramento della qualità dell’aria, ma anche dell’acqua e del terreno, e un incremento di patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche». I medici, dunque, tornano a sollecitare la costituzione di un registro regionale dei tumori. «Non sappiamo qual è lo stato ambientale attuale di aria, acqua e terreno della Valle Peligna» rilevano i professionisti «ne abbiamo chiesto invano lo studio all’amministrazione Federico, mentre gli unici dati poco probanti sono quelli della Snam di anni fa. E neanche conosciamo l’epidemiologia ufficiale delle patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche, che sembrano presentare un chiaro, preoccupante incremento, perché non esiste un osservatorio regionale». L’associazione dei medici sulmonesi lancia l’allarme anche sul rischio sismico. «Senza contare la devastazione del territorio dovuta al passaggio della conduttura e le problematiche legate alla sismicità» aggiungono dall’Isde «un incidente della centrale o del metanodotto per cause sismiche potrebbe rendere la nostra valle una camera a gas, chiusa tra i monti e l’inversione termica. È auspicabile che il principio di precauzione e prevenzione, a cui si ispira la medicina preventiva, guidi le scelte di chi ne ha competenza e permetta la salvaguardia del territorio e delle future generazioni. Chi pensa di sostenere il progetto Snam non ha a cuore la nostra zona e l’incolumità dei nostri figli».
Fanno propria la tesi dei medici i consiglieri di maggioranza di palazzo San Francesco, che invitano il sindaco a «non fare nessuna trattativa a discapito delle giovani generazioni».
Nel frattempo, salvo cambiamenti dell’ultim’ora, resta convocata per domani a Roma la conferenza dei servizi sulla centrale Snam.
Federica Pantano
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