Il caso del parco urbano mai sorto a piazza d’Armi

L’AQUILA. «Non c’è ancora un nuovo progetto definitivo, solo delle indicazioni sulla realizzazione del parco urbano di piazza d’Armi, sulle quali abbiamo sollevato una serie di perplessità, dalla...
L’AQUILA. «Non c’è ancora un nuovo progetto definitivo, solo delle indicazioni sulla realizzazione del parco urbano di piazza d’Armi, sulle quali abbiamo sollevato una serie di perplessità, dalla dotazione economica alle tempistiche, lunghe e non definite». Si è tornati a parlare del progetto di fattibilità tecnico-economica per il Parco urbano di piazza d’Armi, una delle opere più attese in città, nella commissione Garanzia e controllo convocata ieri dal presidente Stefano Palumbo, su richiesta della consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane. «Il problema riguarda da un lato la dotazione economica, con 3 milioni di donazioni post-sisma, da parte dell’Australia, che sono stati dirottati sul recupero della Torre civica di Palazzo Margherita. A disposizione ci sarebbero, oggi, 19 milioni», sottolinea Palumbo. «Il secondo aspetto riguarda le modifiche progettuali previste: parcheggi a raso e non più interrati e un teatro da 2mila posti invece che da 900 con un differente impatto volumetrico. Infine, le tempistiche troppo lunghe per definire il progetto: già dal 2018 l’amministrazione sapeva di dovervi rimettere mano. Non si comprende, pertanto, perché attendere così a lungo». La storia del Parco urbano di piazza d’Armi, di cui si parla dal 2010, è lunga e travagliata. L’obiettivo dell’amministrazione, come riportato in una recente determina, «è quello di arrivare, alla fine dei vari passaggi burocratici, a un appalto integrato per cercare di giungere in tempi ragionevoli all’avvio del cantiere». Nel documento si legge che «la compilazione del progetto di fattibilità tecnico-economica può essere eseguita con rimodulazione del vecchio progetto definitivo redatto dallo studio degli architetti associati Cibinel-Laurenti-Martocchia poiché l’opera, seppur adattata alle nuove esigenze, mantiene il medesimo programma funzionale del progetto definitivo originato dal concorso di progettazione». La progettazione di fattibilità tecnico-economica è stata ieri affidata, per una cifra di circa 140.000 euro (al netto di vari oneri), alla Rrtp Cibinel-Laurenti-Martocchia società di ingegneria cooperativa. In una precedente determina, di qualche mese fa, il Comune chiariva che «a causa del differimento dei termini di attuazione ed esecuzione dell’appalto, il comitato Australian Abruzzo Earthquake Appeal Fund ha espresso la volontà di destinare il suo contributo di 3 milioni già riservato al cofinanziamento della costruzione del teatro all’interno del parco urbano di piazza d’Armi, ad altro intervento di competenza comunale, la torre civica)». Decisione che ha fatto scendere il finanziamento da 22 a 19 milioni. «Mi sono riservato di richiedere una commissione specifica per far luce sull’intero intervento», ha concluso Palumbo.

