Il Comune ora regala i puntellamenti

28 Ottobre 2018

Deserta la gara per la vendita dei materiali per le opere provvisionali post-sisma, legname gratis alle associazioni

L’AQUILA. I puntellamenti post-sisma, uno dei vanti della Protezione civile durante il periodo dell’emergenza e costati alle casse dello Stato – stima approssimativa – più di 200 milioni di euro, dopo 10 anni sono diventati un problema (un po’ come sta succedendo per gli alloggi del Piano Case) per l’amministrazione comunale.
SMANTELLAMENTO. Gran parte di quei puntellamenti furono localizzati nel centro storico della città. Man mano che la ricostruzione è andata avanti (nel cuore del capoluogo siamo fra il 50 e il 60 per cento) i sostegni sono stati smantellati dalle ditte chiamate a fare i lavori. Tonnellate di ferro, travi, tubi, ponteggi, puntelli telescopici, legno sono stati depositati per gran parte nel sito della ex Sercom a Sassa (il cui destino forse rimarrà quello di un mega-magazzino). I materiali, per legge, sono di proprietà dell’amministrazione comunale che un paio di anni fa ha provato a venderli, o meglio a svenderli.
ASTA PUBBLICA 2017. Alla fine del 2016 fu indetta un’asta pubblica per «l’alienazione del materiale edile proveniente dalle opere di messa in sicurezza degli edifici danneggiati a seguito del sisma del 6 aprile 2009» che si sarebbe dovuta svolgere il 3 febbraio 2017, alle 12, nella sede dell’ufficio ambiente e patrimonio, in via XXV Aprile. La base d’asta era di 390mila euro “e saranno accettate solo offerte superiori o comunque non inferiori” recitava il bando, che precisava: “Il lotto di materiale viene venduto a corpo, nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, e dovrà essere accettato con la clausola visto e piaciuto”. Di quell’asta non si era saputo più nulla. Da una recente delibera di giunta comunale (la numero 403 del 12 ottobre scorso) si apprende che “con determina del settore ambiente e patrimonio del 10 marzo 2017 è stato approvato il verbale di asta pubblica redatto in data 3 febbraio 2017, dal quale risulta che la procedura di gara per l’alienazione di materiale proveniente dalle opere di messa in sicurezza degli edifici danneggiati a seguito del sisma del 6 aprile 2009 è stata dichiarata deserta atteso che nessuna offerta è pervenuta entro il termine fissato per la presentazione dall’avviso d’asta”. Dunque nessuno vuole quei materiali.
RICHIESTA ALL’ASM. Nel luglio scorso l’amministrazione ha chiesto all’Asm, l’azienda che si occupa dei rifiuti urbani, se fosse interessata a smaltire almeno il legno. L’Asm ha risposto: “Sì, lo possiamo fare. Ma vi costa 100 euro a tonnellata”. Quindi il Comune non solo non avrebbe recuperato nulla rispetto al costo iniziale dei materiali, ma addirittura ci avrebbe rimesso.
LA GENIALATA. A quel punto la genialata. Nella delibera infatti è scritto: “Sono pervenute (non è detto in che forma, ndr) all’attenzione dell’amministrazione, numerose richieste per la concessione di materiale proveniente dalla messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma 2009, da parte di associazioni di vario tipo. Tenuto conto che la concessione di tali materiali alle associazioni che ne faranno richiesta mediante la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica, comporterà minori costi di smaltimento dei materiali per l’amministrazione comunale; ritenuto di dover concedere a titolo gratuito alle associazioni senza scopo di lucro che ne facciano richiesta, il materiale legnoso proveniente dallo smontaggio delle opere di messa in sicurezza degli edifici danneggiati a seguito del sisma del 6 aprile 2009 depositati presso i diversi siti Comunali, con priorità per quelle con sede all’Aquila e nei comuni del cratere è indetta procedura a evidenza pubblica per la cessione a titolo gratuito del materiale legnoso proveniente dallo smontaggio delle opere di messa in sicurezza degli edifici danneggiati a seguito del sisma del 2009. I beni oggetto della cessione sono materiali legnosi provenienti dallo smontaggio dei puntellamenti, costituiti da morali in legno e tavolame di varie misure”.
SCADENZA RICHIESTE. Alla delibera sono seguiti, a stretto giro, l’avviso e il modulo con il quale le associazioni senza scopo di lucro potranno, entro il 26 novembre, fare richiesta del legno depositato nei magazzini. In base all’avviso “a seguito della ricezione delle domande, verranno effettuati sopralluoghi nei magazzini di stoccaggio del materiale, per individuare i lotti richiesti e assegnarli a ogni singolo richiedente in ordine cronologico di arrivo delle domande e in riferimento alla disponibilità dello stesso. I soggetti assegnatari saranno contattati per concordare termini e modalità per il ritiro dei materiali. Il mancato ritiro nei termini e modalità concordati verrà ritenuto espressa rinuncia. Il ritiro dovrà essere effettuato personalmente dai beneficiari, a propria cura e spese, presso la sede dove sono fisicamente ubicati i materiali in argomento. L’amministrazione si intende sollevata da qualsiasi responsabilità civile, penale e amministrativa connessa all’uso futuro che gli aggiudicatari faranno dei beni ritirati”. Vedremo se e quante associazioni faranno domanda.
IL FERRO. Mistero, almeno per ora, sul destino del materiale ferroso ma c’è da scommettere che alla fine per sgomberare i magazzini si dovrà trovare qualche “volontario” che, gratuitamente, si porti via tutto. Dei 200 e più milioni iniziali le casse pubbliche – con molta probabilità – non rivedranno nemmeno un euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA