Il cordoglio della città per Scimia Altri accertamenti della Procura

S’indaga sulle ultime ore di vita del grossista di 66 anni ritrovato morto in un magazzino di Bagno Funerali domani a Collemaggio. Il ricordo: «Persona altruista, dedita al lavoro e alla famiglia»
L’AQUILA. Una città ancora incredula e addolorata si prepara per l’addio a Pino Scimia, l’imprenditore aquilano 66enne trovato senza vita in una rimessa per attrezzi nella frazione di Bagno. L’ultimo saluto domani, alle 11, nella basilica di Collemaggio. Il dramma si è consumato martedì, verso l’ora di pranzo. A fare la tragica scoperta è stato un familiare del titolare dell’Aquilagel, ingrosso di prodotti alimentari surgelati con sede nel nucleo industriale di Pile. Scimia era originario di Bagno dove aveva delle proprietà, ma viveva all’ingresso di Roio Piano con la famiglia. Per via della sua attività lavorativa era molto conosciuto e stimato in città, con i suoi prodotti riforniva dai piccoli supermercati ai punti vendita della grande distribuzione. Sono in corso approfondimenti su un biglietto di scuse lasciato ai familiari, in cui il grossista ha fatto riferimento a questioni economiche, facendo propendere gli investigatori per il gesto volontario. Per questo la Procura ha aperto un fascicolo. Il pubblico ministero di turno, Roberta D’Avolio, ha disposto l’autopsia che è stata eseguita ieri all’ospedale dell’Aquila. Le indagini sono affidate ai carabinieri dell’Aquila. Nelle prossime ore è atteso il nulla osta del magistrato per la restituzione della salma alla famiglia. La camera ardente sarà allestita all’obitorio del San Salvatore. Gli amici, ancora sotto choc per l’accaduto, lo ricordano come «una persona altruista che si divideva tra il lavoro e la famiglia». Negli anni Novanta era stato eletto presidente della circoscrizione di Bagno. Dopo diciannove anni da venditore di gelati per un concessionario della città si era ritrovato senza lavoro e aveva deciso di mettersi in proprio. Con il terremoto del 2009 lo stabilimento non aveva subìto grandi danni strutturali. Neanche il timore per un futuro incerto in una città devastata dal sisma non aveva spaventato il grossista che, con caparbietà e l’aiuto della famiglia, dei collaboratori e degli amici, era riuscito a ripartire rapidamente. La tragica scomparsa di Pino Scimia ha fatto calare un velo di tristezza in città che si è stretta al dolore della moglie Agata Di Cola e dei figli Alessandro e Federica. (f.d.m.)
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