Il costruttore denuncia: «Ho pagato una tangente»

E per gli interventi alla scuola Sabin si sospetta una truffa da 18mila euro Il gip: «Incarichi a persone legate alla loro stretta cerchia di amici e conoscenti»
CAPISTRELLO. Spunta la parola «tangente» a pagina 21 dell’ordinanza di custodia. E il reato ipotizzato è quello di concussione per Corrado Di Giacomo, ex consigliere comunale, e per il geometra Mattia Coviello. Secondo l’accusa, il rappresentante dell’amministrazione comunale ha costretto il costruttore M.L., alla cui ditta era stata affidata l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del cimitero nuovo di Capistrello, ad affidare indebitamente al geometra Coviello, assistito dall’avvocato Franco Colucci, l’incarico di redigere un rilievo planimetrico del cimitero e poi a pagare la somma di 2mila euro, sotto l’implicita minaccia di ritorsioni. Coviello ha consegnato all’imprenditore una fattura. Pagamento che secondo l’accusa mascherava una tangente. Accuse confermate da M.L. ascoltato dai carabinieri.
TRUFFA SULLA SCUOLA? È l’ipotesi accusatoria nei confronti di quattro indagati: Francesco Ruscitti e Romeo Di Felice, che si erano avvicendati nel ruolo di responsabile del servizio tecnico comunale, Maurizio Moscato e Franco Spadafora, associati di uno studio di ingegneria incarico per i lavori di adeguamento e miglioramento sismico della scuola media Sabin. Con artifici e raggiri, per l’accusa, consistiti nel frazionare artificiosamente l’originario incarico in incarichi distinti, «inducevano in errore i componenti della giunta comunale» che il 10 settembre 2016 e il 3 dicembre dello stesso anno (date delle delibere), approvavano i progetti elaborati dagli stessi Moscato e Spadafora, «facendo conseguire a questi ultimi un ingiusto profitto di 18.226,80 euro», che sempre per l’accusa andava ad aggiungersi all’importo pattuito (30mila 451,20 euro).
«LE RITORSIONI». Sempre per quanto riguarda i lavori della scuola – vicenda che aveva suscitato particolari tensioni tra i genitori del paese – il teste dell’accusa, il geometra D.B. ha dichiarato che il comportamento di Ciciotti era stato particolarmente invasivo, al punto da fargli temere di poter subire ritorsioni e che queste divennero evidenti con riferimento ai lavori di adeguamento della Sabin allorquando lo stesso, di fronte al suo rifiuto motivato dalla volontà di mettere a repentaglio la sicurezza di bambini e insegnanti: «Ciciotti mi ha detto: “il tuo compito è finito e te ne puoi andare” e, da quel momento, ha iniziato a farmi la guerra».
SPARTIZIONE DI INCARICHI. Evidenzia il gip: «Il sindaco e Di Giacomo si erano preoccupati di spartire gli incarichi tra professionisti di loro conoscenza, nonostante l’estrema delicatezza dei lavori in questione che riguardavano l’adeguamento sismico di una scuola». In un altro passaggio dell’ordinanza, si fa riferimento al fatto che sempre Ciciotti e Di Giacomo «si siano attivati per favorire il conferimento dell’incarico a persone legate alla loro stretta cerchia di amici e conoscenti». In particolare, si parla della ristrutturazione del palazzo municipale. Un incarico affidato all’architetto Francesca Stati, figlia di un imprenditore sostenitore del sindaco, mentre sempre stando all’accusa Concezio Fantozzi è legato a rapporti di amicizia con Ciciotti e Di Giacomo, «tanto da avergli dato il suo incondizionato appoggio durante la campagna elettorale e il suo pieno sostegno dopo la sua vittoria politica».
IL CASO POLITICO. In un’intercettazione tra D.B. e Francesco Piacente, consigliere comunale d’opposizione e attuale presidente provinciale del Pd, si parla dei presunti illeciti.
Piacente: «Ho capito, però perdonami è... uno fa una gara, la ditta fa il ribasso tu in questo modo gli fai recuperà tutto il ribasso alla ditta...».
D.: «Esatto, esattamente...».
Piacente: «Vabbè ma questa... questo è un reato».
D: (incomprensibile) «Sarebbero ulteriori lavori complementari, non specificano manco quali so’, no...».
Piacente: «Sì ma...».
D.: «Ne fa riferimento alla legge... secondo me è... capito che te voglio di’ (incomprensibile)».
Piacente: «Ma Madonna santa! Ma Madonna santa!».
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