Il degrado è l’altra faccia di Collemaggio

Edificio pericolante, transenne a terra e immondizia ovunque a pochi passi dal luogo dell’accensione del tripode
L’AQUILA. Un edificio pericolante incombe sulla testa dei pellegrini. Mattoni in bilico. Alberi cresciuti sulle finestre. Transenne a terra. Immondizia ovunque. E persino le prime scritte di vernice sulle pietre del cancello del “nuovo” Parco del Sole. Grazie a “Lori” e al cuore di “Jack e Sally”. A 20 giorni dall’evento clou della Perdonanza celestiniana – l’apertura della Porta Santa con due cardinali e migliaia di fedeli – ecco come appare il piazzale della basilica di Collemaggio in un pomeriggio di mezza estate come tanti altri. Svaniti i profumi del giorno dell’inaugurazione del vicino Parco del Sole, il colpo d’occhio è completamente diverso.
SGOMMATE E PORTA SANTA. Segni di pneumatici a terra lasciano traccia sulla pavimentazione davanti alla Porta Santa. Lì, dove nelle edizioni post-sisma andavano in scena le infiorate, ora par di capire che ci sia un po’ di traffico. Specialmente notturno. La basilica – che per la prima volta si presenterà interamente fruibile ai pellegrini dopo la riapertura a dicembre 2017 – è una sorta di erma bifronte. Da un lato i tesori restaurati e tornati a splendere – ultimo in ordine di tempo l’antico organo, quasi completamente ripristinato – dall’altro una situazione di abbandono che fa a pugni coi sogni di gloria di chi attende, da anni, il riconoscimento Unesco.
«SCUSI, DOV’È IL BAGNO?». E così, tra le volute d’incenso (si spera che per il 28 agosto il sistema antincendio in basilica venga tarato meglio, visto il precedente) e la musica sacra, risuona sempre più spesso, al fresco della navata, una domanda assai più prosaica. Già, perché la basilica non ha i servizi igienici. Come ogni anno, arriverà all’ultimo momento un treno di bagni chimici per le esigenze dei fedeli. Chi volesse, invece, accedere in basilica in carrozzina dovrà entrare da un accesso secondario.
PALAZZO PERICOLANTE. Il punto dolente, tuttavia, è l’incombente presenza di un pericolo rappresentato dalle condizioni, sempre più degradate, dell’edificio a destra guardando la basilica (per non parlare del complesso abbaziale, dall’incerto destino). Si tratta dell’ex brefotrofio divenuto rifugio di animali e oggetto di intrusioni notturne. L’immobile non solo non è stato mai restaurato ma non è neppure adeguatamente puntellato. Pietre e mattoni sono ormai...in libera uscita, anche a causa del dilavamento dei materiali determinato dall’esposizione alle intemperie. Le transenne sono a terra e non garantiscono l’inaccessibilità del sito. Qui davanti passeranno il corteo del Fuoco del Morrone e la parata del 28. Si spera in un telone abbastanza grande da coprire questo autentico pugno nell’occhio.
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