Il grande terremoto 111 anni fa: ecco il programma delle iniziative

Avezzano si prepara a celebrare la ricorrenza del sisma. Coinvolte istituzioni, associazioni e scuole, appuntamenti al castello Orsini e a piazza San Bartolomeo, omaggio al Memorial sul Monte Salviano
AVEZZANO. Il prossimo 13 gennaio saranno trascorsi 111 inverni da quel sussulto infernale. Oltre un secolo di rinascita, segnata dagli stravolgimenti del tempo. Alcuni drammatici. Eppure resta viva, vivissima, la memoria della catastrofe che ha segnato per sempre Avezzano e la Marsica. Ciò che accadde quella mattina non può essere dimenticato. Resta sulla pelle e nel dna di un popolo intero, che continua a rendere onore alle oltre 30.000 vittime del terremoto. Quest’anno gli eventi della commemorazione saranno strutturati in tre diversi appuntamenti. A partire dal Memorial sul Monte Salviano, fino all’iniziativa scolastica al castello Orsini. E al salto nel passato a piazza san Bartolomeo.
IL RITROVO
Il ricordo della città di Avezzano passa dal monumento sul monte caro alla città, il Salviano. Per comprendere quale impatto esercitò qui il sisma, sarà sufficiente ricordare che dei circa 13mila abitanti dell’allora territorio comunale, morirono in 10mila. Martedì 13 gennaio, a partire dalle 10, l’accompagnamento musicale dei musicisti dell’associazione bandistica di Castelnuovo farà da sottofondo alle preghiere. Ci saranno gli studenti delle scuole superiori, coinvolti attivamente nel programma del ricordo. Per l’occasione creeranno una specifica pagina di giornale che sarà pubblicata sul Centro. Un modo per avvicinare le giovani generazioni ed un evento epocale, che ha segnato la storia di questo territorio. Parteciperanno alla cerimonia il sindaco Gianni Di Pangrazio, il comandante della polizia locale, Luca Montanari, il vescovo Giovanni Massaro, il direttore della Protezione Civile regionale, l’avvocato Maurizio Scelli e il presidente di Assoarma 1° capitano Floriano Maddalena. «Oltre alle vittime, oltre alle macerie, oltre alle case che vengono buttate giù, diventa orfana anche la storia, senza più appigli fisici o monumentali. Tutto è da ricostruire, anche l’identità di una comunità». Così commentano l’anniversario dal Comune.
AVEZZANO CHE FU
Appuntamento alle 11 nella scena storica di piazza San Bartolomeo. È il luogo della memoria e al tempo stesso del futuro. Col contributo del Rotary Club di Avezzano, sarà celebrata la seconda tappa del programma “Avezzano che fu”. Cittadini e turisti potranno vivere un’esperienza unica: grazie a un Qr Code posizionato in piazza, sarà possibile visualizzare sul proprio smartphone la ricostruzione della storica Piazza San Bartolomeo, osservando come si presentava prima della distruzione. Iniziativa possibile grazie allo sviluppo tecnologico affidato ad Ambiens VR, per innovare, senza perdere la memoria. Sarà presente anche l’associazione bandistica “Castelnuovo Città di Avezzano”.
LO SLOGAN
Un hashtag per immortalare scatti, riflessioni e commenti di questa giornata: #ancheiosonoterremoto. E gli spunti principali arriveranno proprio dagli studenti chiamati a partecipare allo speciale contest a tema nella scena del castello Orsini, a partire dalle 11.30. Saranno chiamati a raccontare la loro esperienza con i luoghi della storia della città, facendo capire agli adulti cosa significa per loro la parola “terremoto”. «Inteso, anche, come azione e reazione», spiegano dal Comune. «Self control e cambiamento immediato delle abitudini di vita, dovute ad una catastrofe improvvisa». Temi chiave da approfondire nell’ottica delle buone pratiche di protezione civile, di isolamento sociale e di ricostruzione. Per l’occasione, nei giardini del castello, saranno esposti sei diversi mezzi della colonna mobile che vengono impiegati nelle aree terremotate attuali, tra cui la sala operativa mobile camper Iveco. E lo stesso direttore della protezione civile, Maurizio Scelli, prenderà la parola per lasciare ai giovani una testimonianza autorevole in materia di soccorso.
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