Il Green pass nelle mense: così le aziende si adeguano

Da lunedì certificato obbligatorio a Telespazio, anche LFoundry lo richiederà I sindacati: «Incontri con le proprietà per garantire supporto a tutti i lavoratori»
AVEZZANO. Aziende e sindacati aprono un dialogo per l’accesso alle mense con il Green pass. Le norme impongono ai lavoratori che usufruiscono del servizio di mostrare il certificato vaccinale prima di entrare nei locali dove si mangia. Questa situazione sta creando inevitabilmente problemi negli stabilimenti dove, tra il personale, ci sono ancora non vaccinati.
«La direzione della mensa ha comunicato all’azienda di voler applicare la norma che dà la possibilità solo a chi ha il Green pass di accedere alla mensa», spiega Andrea Campione, rsu Uilm Uil, «abbiamo chiesto un incontro ai vertici di LFoundry per capire come trovare soluzioni. Purtroppo abbiamo constatato che non tutti hanno il certificato e quindi la chiusura a chi ne è sprovvisto potrebbe creare un serio problema. Martedì avremo un incontro e speriamo di poter trovare una soluzione valida. Per il momento intanto la mensa continua a essere aperta a tutti i 1.400 dipendenti». Secondo quanto previsto dalle norme, i responsabili delle mense dovranno verificare all’ingresso che i dipendenti abbiano il Green pass. Molte aziende in questi giorni sono chiuse per ferie, ma al rientro tutti dovranno fare i conti con questa disposizione. «La Saes, con i suoi 230 dipendenti, riaprirà la prossima settimana», precisa Antonello Tangredi, segretario Fim Cisl: affronteremo la questione perché è un tema importante per la salute dei lavoratori, ma non siamo noi a poter mediare su questo argomento. Anche alla Hydro di Aielli dove non c’è la mensa interna, ma un locale per mangiare, bisognerà affrontare la questione sempre nell’interesse della salute dei dipendenti».
A livello nazionale le organizzazioni sindacali hanno già chiesto al Governo di rivedere le norme per non creare delle disparità tra i lavoratori. «Da comunicazioni aziendali ci hanno annunciato che da lunedì per entrare alla mensa di Telespazio i 250 lavoratori devono mostrare il Green pass», fa sapere Fabrizio Lancia, rsu Uilm Uil, «chi non lo ha, per il momento deve mangiare in un’area diversa con il pranzo al sacco. Avevamo già applicato tutte le norme di distanziamento: l’ingresso in mensa era diviso per gruppi e all’interno venivano seguite misure di sicurezza. Faremo a breve un incontro per capire come poterci organizzare». Anche alla Fiamm, in vista del ritorno al lavoro dei 400 dipendenti, si dovrà affrontare la questione per evitare disagi. «Per il momento l’azienda è aperta solo per la manutenzione ordinaria e straordinaria», osserva Alfredo Mascigrande, rsu Uilm Uil, «l’accesso alla mensa è riservato al personale con Green pass e tutti ce lo hanno».
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