Il grido dei sindaci marsicani: «Interventi tardivi sulla sanità»

19 Dicembre 2020

Si tornano a denunciare gravi carenze e mancanze di strategie per contrastare la pandemia Ma la Cgil ricorda: «Tutti vogliono riconoscere la preziosa attività svolta dal personale»

AVEZZANO. Un grido d’allarme e allo stesso tempo di disperazione lanciato da sanitari, sindacati e sindaci marsicani per la «grave situazione in cui versa la sanità locale». Alla manifestazione, organizzata ieri mattina dalla Cgil davanti all’ospedale di Avezzano, si è alzato un coro di critiche contro il direttore generale dell’Asl, Roberto Testa, e contro la Regione. Sotto accusa la gestione della sanità, con «interventi tardivi» che arriveranno a pandemia conclusa e «l’atteggiamento nei confronti di personale sanitario e stampa».
I SINDACATI. «Al nostro fianco, in questo momento difficile», affermano Francesco Marrelli (Cgil), Anthony Pasqualone (Fp Cgil), Andrea Frasca (Nidil Cgil), Orante Venti (Spi Cgil) e Luigi Antonetti (Filcams Cgil), «abbiamo avuto la presenza di lavoratori, di sindaci e amministratori della Marsica, partiti politici del territorio, associazioni, rappresentanti della società civile, giornalisti, tutti insieme a difesa della salute pubblica. Insieme a noi», aggiungono, «tutti i presenti hanno voluto riconoscere la preziosa attività svolta dal personale della sanità. I vertici dell’Asl hanno preferito alzare i toni della polemica e minacciare dipendenti e giornalisti, piuttosto che riconoscere le carenze e mettervi rimedio. In questi mesi non si è fatto nulla per gestire l’emergenza con le dovute attività di programmazione. Ora è necessario definire una volta per tutte e in maniera certa la rete ospedaliera Covid e non Covid. Dopo le denunce, ci sono le manifestazioni e dopo le manifestazioni ci sono le azioni democratiche. La situazione è di tale gravità che non c’è più tempo da perdere».
«Gli interventi sugli ospedali della provincia annunciati in pompa magna dal manager Testa», aggiungono il segretario provinciale Uil Fpl, Antonio Ginnetti, il responsabile Sanità della Uil Fpl, Gianfranco Giorgi, e il segretario provinciale di Fsi, Salvatore Placidi, «dovevano essere realizzati prima. I lavori saranno ultimati con forte ritardo. Testa parla di tempi record, senza rendersi conto che il tempo in cui gli interventi dovevano essere realizzati è ormai trascorso e siamo quasi arrivati alla terza ondata. Non c’è proprio alcun motivo per autocelebrarsi».
SOS DAI POLITICI. «È mancata completamente la linea strategica di intervento», sottolinea il consigliere comunale di Avezzano, Alfredo Chiantini, a nome dell’amministrazione, «si parla ora dell’acquisto della macchina dei tamponi. Siamo al 18 dicembre. Oggi partono i lavori per la rianimazione e viene realizzato un doppio ingresso. Saranno conclusi tra 40 giorni, quando l’emergenza sarà finita. Spero che a quel punto sapremo farci sentire a livello regionale. Nella vita, quando qualcuno sbaglia, gli va stretta la mano e gli va detto: adesso non è più il tuo turno. E credo che il direttore generale abbia esaurito il suo turno. Ora no, perché purtroppo oggi un’Asl senza testa sarebbe peggio di una Asl con Testa. Quindi attendiamo che finisca questa situazione». Erano presenti i sindaci Vincenzo Giovagnorio di Tagliacozzo, Enzo Di Natale di Aielli, Olimpia Morgante di Scurcola, Nazareno Lucci di Massa d’Albe, Pasqualino Di Cristofano di Magliano, Gianclemente Berardini di Gioia, Lorenzo Berardinetti di Sante Marie, Antonio Di Santo di Opi, Fabrizio Ridolfi, presidente del consiglio di Avezzano e i consiglieri comunali di Avezzano Alfredo Chiantini, Alessandro Pierleoni, Ignazio Iucci, Maurizio Seritti, Lucio Mercogliano, Gianluca Presutti, Mario Babbo, Stefano Lanciotti e Lorenza Panei.
L’ACCUSA DEI 5 STELLE. Il consigliere regionale Giorgio Fedele (M5s), che ha partecipato alla manifestazione, ha chiesto all’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, «un intervento sulle prese di posizione di Testa contro i dipendenti e sul tentativo di zittire i giornali, cercando di non far più pubblicare notizie sull’incapacità che ha contraddistinto la gestione dell’emergenza. Qualcuno dovrebbe ricordarsi che i tempi dell’oscurantismo sono ben lontani e che non saranno certo le minacce a risolvere la situazione».
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