Il mediatore: «All’Aquila non c’è niente di pulito»

Nelle intercettazioni telefoniche emerge il ruolo dei faccendieri amici dei politici «Da due delinquenti siete riusciti a tirare fuori decine di milioni di portafoglio»

L’AQUILA. «All’Aquila non c’è niente di pulito». Così parlò il faccendiere che lavorava per la ditta Polisini facendosi fatturare servizi di ingegneria mai resi e che in realtà, per la Procura, altro non erano se non una copertura della sua attività di mediazione per conto dell’impresa dei Polisini, la Edilcostruzioni.

Dal tenore delle loro conversazioni – che a volte, specie quando gli affari languono e l’esigenza di liquidità sembra essere l’emergenza principale, si fanno concitate – emerge uno spaccato di corruzione diffuso che il gip definisce: «sistema consolidato». Cioè il pagamento costante di somme di denaro con il quale «creare contesto nelle zone dove si va a operare». Elargizioni che non sempre vanno a buon fine. Infatti, quando alla dazione non corrisponde l’effettiva acquisizione di commesse, l’imprenditore – in questo caso Polisini – sbotta e si sfoga: «Sto solo cacciando soldi».

«NIENTE DI PULITO». In una conversazione col suo mediatore, Andrea Polisini, di fronte alla prospettiva di dover tirare fuori soldi per ottenere un lavoro, va su tutte le furie e dice basta: «No, no, no, non ci voglio avere a che fare. Basta con L’Aquila, io mi sono rotto il cazzo perché non voglio andare in galera, quindi basta con L’Aquila». E al suo interlocutore che parla di «una cosa pulita...nel senso che devono deliberarla...è pronta...», l’imprenditore risponde: «No...di pulito all’Aquila...». E l’altro di rimando: «Di pulito non c’è niente, per carità! Però ti voglio dire se ti presentano e fai un contratto di consulenza con quelli...». Polisini tira dritto: «Non mi interessa, proponilo a qualcun altro...io non lo faccio...». E il consulente chiosa: «Va bene, sta apposto, rinunci a Satana». Polisini: «Sì, sì, assolutamente! Sto bene così».

«PUTTANE COMMERCIALI». In un altro passaggio dell’ordinanza lo stesso mediatore blandisce l’imprenditore Polisini con le seguenti parole: «E tu su questo devo dire che...così come ti sei zappettato L’Aquila nei momenti buoni e hai creato un nome alla tua azienda che adesso va da sé, cioè non hai più bisogno paradossalmente di quegli schiavi, di quelle puttane commerciali che girano...(omissis)...Sì, vabbè, c’hai la segnalazione però cioè non dipendi totalmente da loro, capito? Come due anni fa, come tre anni fa, perché mo’ tutto sommato la gente ti conosce...e quindi probabilmente sei stato bravo tu che hai saputo cacciare da quei pezzi di merda aquilani quello che dovevi saper cacciare. Sei stato lì 5 giorni a settimana con tanto di pelo sullo stomaco, con tanta umiltà, con tanti investimenti, con tanta pazienza, hai sentito cazzate, hai...pagato consulenze, progettisti, hai pagato, hai fatto, hai sentito, hai coltivato hai scremato, però hai raccolto quello che volevi raccogliere». Decine di milioni di portafoglio.

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