Il messaggio del vescovo: «Il perdono come radice dell’Aquila: auguro a tutti di sentire questa luce»

22 Agosto 2026

Perdonanza 2026, l'augurio del Pastore alla comunità aquilana

La celebrazione della “grande Perdonanza”, come la definì Papa Francesco, è un momento solenne per la comunità aquilana. Quest’anno è la 732ª volta che il dono dell’indulgenza, istituita da Papa San Celestino V nel 1294, si rinnova come evento di grazia. L’intuizione profetica di Pietro del Morrone ha inciso profondamente nella storia del nostro territorio e, nell’anno in cui L’Aquila è stata riconosciuta “Capitale italiana della cultura”, la Perdonanza acquisisce un significato ancora più profondo. L’opera di San Pietro Celestino ha segnato fortemente il periodo storico del trecento, la sua spiritualità così rigorosa e con una forte connotazione evangelica è stata per la Chiesa del tempo e dell’intera società uno stimolo forte al rinnovamento spirituale, evidenziando l’essenzialità del messaggio cristiano: la Misericordia.

La Misericordia è centrale nella vita della Chiesa, ne è l’architrave , e della persona, infatti ci rende più umani, ci lega a Dio e tra di noi. Infatti proprio l’amore è il distintivo nobile dell’umanità; tale dono è grazia che viene da Dio: Lui è amore. La spiritualità celestiniana si fonda su questa verità, il Papa Santo ha sempre predicato l’amore attraverso la parola della consolazione e la sua opera taumaturgica. La santità di Celestino V ha orientato la cultura e la storia del nostro territorio, soprattutto con l’istituzione della Perdonanza, dono ancora vivo dopo secoli. La basilica di Santa Maria di Collemaggio è il simbolo della città, il valore architettonico e artistico è espressione di un significato più profondo. Papa Francesco ha definito la basilica tempio di riconciliazione , il mistero del perdono che vi viene celebrato dona luce alla basilica. La cultura aquilana oggi porta questo sigillo, spetta a noi riconoscerlo, dare verità alla storia, per continuare ad essere una Comunità capace di vivere le sue radici, perché dalle radici si nutre ogni albero per dare frutti. La Perdonanza è un segno di nobile umanità e ha un valore universale. In questo tempo di grande incertezza, instabilità e guerre “il mondo d’oggi… manifesta un bisogno sempre più urgente di pace nei cuori sia degli individui sia dei popoli. In mezzo al vortice di violenza che avvelena relazioni e distrugge vite, la misericordia di Dio chiede di poter entrare nei nostri cuori con il suo straordinario di rinnovamento. È questa la misericordia capace di trasformare le nostre vite, aprendo la via all’amore e al perdono quali tratti distintivi del volto di Dio che si manifesta attraverso di noi”.

Celebriamo questo dono con consapevolezza, coscienza e responsabilità per essere uomini nuovi che promuovono la cultura del bene comune e della pace. Auguro a tutti di sentire questa luce di vita nel proprio cuore, perché, pellegrini e turisti, arrivando a L’Aquila possano sperimentare una umanità rinnovata dalla celebrazione della Perdonanza, che è accoglienza, amicizia fraterna, armonia e pace con Dio e tra le persone.

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