Il mondo della medicina piange Augusto Carducci

17 Settembre 2021

L’AQUILA. «Un medico vecchio stampo, un uomo stimato e apprezzato, un professionista della “vecchia guardia”, che ha contribuito a rendere grande la scuola della medicina aquilana». Così amici e...

L’AQUILA. «Un medico vecchio stampo, un uomo stimato e apprezzato, un professionista della “vecchia guardia”, che ha contribuito a rendere grande la scuola della medicina aquilana».
Così amici e colleghi ricordano Augusto Carducci, venuto a mancare all’età di 84 anni. Ieri pomeriggio sono stati celebrati i funerali, nella basilica di San Bernardino, dove in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto allo stimato medico aquilano. Carducci, ormai da qualche anno in pensione, ha lavorato a lungo all’ospedale San Salvatore come radiologo ed ecografista. Lasciata la struttura pubblica, aveva aperto uno studio in via Cardinale Mazzarino, in pieno centro storico, dove ha continuato a svolgere la sua professione.
«È stato un personaggio importante della medicina aquilana», afferma Maurizio Ortu, presidente dell’Ordine dei medici della provincia dell’Aquila. «Dobbiamo ringraziare professionisti come lui, la sua generazione, che ha permesso di avere solide basi di una medicina di eccellenza, consentendoci di affrontare anche momenti molto difficili, dal punto di vista sanitario, come quello che stiamo attraversando con la pandemia. Carducci fa parte della vecchia scuola medica aquilana che si contraddistingueva per professionalità, deontologia e attaccamento al lavoro. Valori tramandati anche alle generazioni successive di medici».
Ortu è legato a Carducci anche da ricordi personali. «Abbiamo lavorato nello stesso periodo all’ospedale San Salvatore», aggiunge ancora il presidente dell’Ordine professionale. «Io ero un giovane otorinolaringoiatra, lui già un affermato professionista. Schivo di carattere, una persona molto riservata, dedita al suo lavoro, a cui si dedicava con grande passione. È stato un precursore dell’ecografia all’Aquila, oltre che un bravo radiologo».
Nell’omelia è stato ricordato l’impegno del medico verso il prossimo. «Se ne va un altro pezzo dell’Aquila», ha detto uno dei familiari alla fine della cerimonia.
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