Il Papa con madri e padri che hanno perso dei figli

28 Dicembre 2016

Una delegazione dell’associazione “Genitori di stelle” è stata ricevuta in Vaticano Il fondatore padre Riziero Cerchi dona un cd: «Sua santità ci ha dato forza»

AVEZZANO. Una giornata speciale con papa Francesco per i componenti dell’associazione “Genitori di stelle-Figli della speranza” composta da padri e madri che hanno perso prematuramente un figlio. Nell’udienza in vaticano, l’associazione è stata ricevuta da sua santità Bergoglio.

Un appuntamento reso possibile grazie al vescovo di Avezzano Pietro Santoro, che attraverso il suo interessamento personale ha organizzato l’incontro con il pontefice.

«Tutti noi», sottolinea Franco Giannantonio, rappresentante dell’associazione, «nella giornata dedicata alla speranza, abbiamo avuto il privilegio di ascoltare le parole di sua santità che ci hanno aperto il cuore all’amore e alla carità cristiana. Siamo usciti rinfrancati e con maggiore forza per affrontare la vita di tutti i giorni». Giannantonio, di Avezzano, ha perso due figli, in due diversi incidenti stradali, uno nel 2002, l’altro nel 2008. Si chiamavano Marco e Massimo e avevano rispettivamente 28 e 30 anni.

All’udienza romana sono stati presenti anche gruppi provenienti da Ortucchio, con i bambini della scuola e gli adulti, il gruppo di Trasacco accompagnato da padre Michel e gruppi dell’associazione e di “Ragazzi del cielo-Ragazzi della terra” provenienti anche dal Lazio, dalla Campania e dalla Puglia.

Padre Riziero Cerchi, parroco di Ortucchio, in rappresentanza della delegazione ha incontrato il papa.

«Ha portato il nostro abbraccio e l’abbraccio dei nostri figli che sono stati richiamati prematuramente in cielo», afferma ancora Giannantonio, «inoltre ha fatto dono al pontefice del cd in cui sono incise le canzoni che lui ha scritto e musicato per le nostre associazioni. La giornata si è meravigliosamente conclusa nel santuario del Divino Amore dove è stata celebrata la messa dedicata a tutti i nostri figli in cielo».

Padre Riziero Cerchi ha fondato l’associazione «per non lasciare nel buio chi soffre e piange la morte dei figli». Da un gruppo di poche persone, nel giro di un paio d’anni, intorno al sacerdote si sono riunite centinaia di persone che arrivano un po’ da tutto l’Abruzzo e dalle regioni limitrofe.

«Il sacerdote», ricorda padre Riziero Cerchi, «è chiamato a portare la luce nella vita delle persone. È questa la mia strada. Perché l’associazione ha questo nome? Nel vocabolario c’è la parola vedovo, la parola orfano ma non c’è la parola che indica i genitori che perdono i figli. Genitori di stelle, è questo quello che sono queste persone».

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