Il pozzo nero delle pratiche

9 Dicembre 2016

Genio civile, oltre 630 progetti bloccati negli uffici. La ricostruzione è in ritardo

L’AQUILA. Una montagna di pratiche. Tante, troppe, affastellate sulle scrivanie dei tecnici del Genio civile. Oltre 630 tra vecchi progetti presi solo ora in esame e documenti appena arrivati dall’Aquila e dai Comuni del cratere. È qui che si crea l’imbuto. Una sorta di strettoia che impedisce il rilascio, in tempi brevi, dell’autorizzazione definitiva per aprire i cantieri. E la ricostruzione langue, soprattutto nei centri minori. Sono centinaia le imprese che attendono di far partire i lavori, da mesi se non da anni. Nel groviglio di autorizzazioni, richieste di integrazioni, pareri e nullaosta, le gru restano ferme, le ditte vanno in sofferenza economica, gli operai in cassa integrazione. Mentre la rinascita dei centri colpiti dal terremoto rallenta inevitabilmente.

AUTORIZZAZIONE SISMICA. La legge quadro nazionale, che prevede l’esame dei progetti per l’autorizzazione sismica, risale al 2001, ma la Regione Abruzzo l’ha recepita solo nel 2011. Dopo una serie di proroghe, è entrata effettivamente in vigore ad aprile di quest’anno. Cosa è cambiato? Mentre prima quello al Genio civile era un semplice deposito delle pratiche, ora il progetto in esame deve risultare conforme alla nuova normativa sulla sicurezza sismica. Ne viene fuori che, tra controlli ed eventuali richieste di integrazioni, si può arrivare ad attendere anche nove mesi perché gli uffici sblocchino tutta la documentazione e diano l’autorizzazione necessaria ai Comuni per concedere l’indennizzo.

Il TIRAGGIO. L’incastro di pareri tra Usra, Usrc e Genio civile, preposti a dare il nullaosta alle pratiche della ricostruzione post-sisma, provoca un effetto immediato anche sul cosiddetto “tiraggio” dei fondi. In sostanza, i finanziamenti sono disponibili, in quanto stanziati dal Governo, ma il rischio è che non vengano spesi. Questo comporta un evidente riflesso negativo, con lo Stato che potrebbe decidere, il prossimo anno, di diminuire il gettito e assegnare meno risorse. Un circolo vizioso che rischia di dilatare molto i tempi della ricostruzione. Il Genio civile, dal canto suo, ha chiesto un potenziamento dell’organico. L’alternativa potrebbe essere l’apertura di uno sportello accanto agli uffici della ricostruzione per far viaggiare l’esame delle pratiche di pari passo e snellire il rilascio delle autorizzazioni.

CONTRIBUTO DELLE IMPRESE. La Regione ha recepito, e dato immediata esecutività, a una proposta dell’Ance della provincia dell’Aquila. Saranno le imprese a fornire un contributo economico, che oscilla tra i 250 e i 500 euro secondo la volumetria degli edifici, per consentire l’aumento del personale in servizio al Genio civile. Una sorta di “corriposto”, così è stato chiamato nell’emendamento approvato dalla Regione, che consentirà di attingere tra i dipendenti di Abruzzo Engeenering per incrementare, pagandoli a progetto, i tecnici che esamineranno e smisteranno le pratiche.

BLOCCO EMENDAMENTI. Un ulteriore problema è nato dal blocco degli emendamenti alla legge di Bilancio proposti per rafforzare il processo di ricostruzione. La crisi di Governo ha congelato un intervento, in tal senso, sulla legge di Bilancio 2017. Resta l’incognita anche sul personale degli uffici della ricostruzione, parte del quale potrebbe essere trasferito (20 le unità indicate), negli altri Uffici speciali del nuovo cratere, in seguito al sisma del Centro Italia. Misure che la senatrice Pd, Stefania Pezzopane, tenterà di inserire nel Milleproroghe. Tra le novità introdotte dagli emendamenti bloccati figuravano l’indennizzo al 100 per cento delle seconde abitazioni e la riparazione immediata delle stesse oltre alla possibilità, per gli edifici che hanno subito danni provocati dalla sovrapposizione dei due eventi sismici, quello dell’Aquila e quello del 2016, di beneficiare di nuovi fondi per la ristrutturazione.

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