Il professore liberato in Albania: «Ora parlo io»

Michele D’Angelo e la moglie Vanessa Castelli
Gli avvocati del docente universitario convocano un incontro per spiegare la vicenda giudiziaria
L’AQUILA. Dopo 76 giorni di carcerazione preventiva, imputato in Albania, dove rischia una pena da 5 a 20 anni di reclusione, proclama la sua «evidente innocenza». Una conferenza stampa per fare il punto sul procedimento si terrà stamani nella sala congressi del VH Eurostar Tirana Hotel Congress, in Albania, dove il team legale di difesa del professor Michele D’Angelo, composto dagli avvocati Ardian Visha, Ilenja Mehilli e Fabio Maria Galiani – con quest’ultimo quale coordinatore – terrà una conferenza stampa aperta al pubblico a seguito della valutazione approfondita della vicenda che ha visto come protagonista il docente 44enne di Biologia dell’Università dell’Aquila.
L’uomo era stato arrestato l’8 agosto scorso, mentre si trovava in vacanza in Albania, dopo un incidente sulla Levan-Fier nel quale era rimasto coinvolto un adolescente, poi deceduto a seguito del ribaltamento del veicolo sul quale viaggiava. Di Michele, che si stava recando a un matrimonio in compagnia della moglie Vanessa Castelli, in quell’occasione spostò il proprio mezzo per metterlo in sicurezza, si assicurò dell’arrivo dei soccorsi per poi allontanarsi dal luogo dell’incidente.
Il giorno successivo si presentò al commissariato di Fier «convinto di dover solo testimoniare», come ha poi riferito sua moglie. Accusato di violazione delle norme sulla circolazione e di abbandono di veicolo, gli si spalancarono invece le porte del carcere, dove restò recluso per circa tre mesi, fino alla scarcerazione dell’ottobre scorso. La conferenza stampa sarà trasmessa in lingua italiana e albanese in diretta su YouTube.
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