Il questore: in provincia reati in calo

Festa della polizia. Rizzi: «La nostra attenzione è ora sulla lotta ai furti in casa. La priorità è la sicurezza dei cittadini»
L’AQUILA. Meno 30% di reati e più 30% di arresti: si esprime in un’identica percentuale ma con segni opposti il lavoro della Polizia di Stato in particolare all’Aquila, una forbice entro la quale, nella giornata del 162esimo anniversario della Polizia, il questore Vittorio Rizzi racchiude tutta la sua soddisfazione, anche se «questo è un punto di partenza e non di arrivo».
Meno reati e più arresti non significa che si debba lavorare meno, o abbassare la guardia, anzi, si deve intervenire con maggiore efficacia e organizzazione, perché «non bastano le statistiche per far sentire più sicura la gente, occorre intervenire sul sentimento d’insicurezza e sulle sue cause più profonde». Sono le parole con cui il questore ha presentato i dati dell’ultimo anno di lavoro della Polizia alla platea di rappresentanti istituzionali, tra cui il prefetto, Francesco Alecci, il procuratore Fausto Cardella, e il sindaco, Massimo Cialente, rimasto soltanto alcuni minuti, nell’auditorium del conservatorio “A.Casella”. Platea composta anche dai familiari dei «poliziotti cittadini» e da tanti bambini, figli di poliziotti, dai ragazzi della Ritmica, i giovani di un’associazione di disabili, e gli studenti del conservatorio che hanno eseguito diversi intermezzi musicali tra cui l’Inno d’Italia a conclusione della cerimonia. Premiati anche gli agenti che si sono distinti per meriti particolari. «È necessario creare le condizioni di una società sempre più sicura, per stabilire relazioni sane e condizioni di sviluppo economico», ha aggiunto Rizzi, che si trova a dirigere la questura di una città particolare, coinvolta in un processo di ricostruzione post-sisma che non riguarda soltanto l’aspetto urbano, ma anche il tessuto sociale, disgregato in tanti villaggi provvisori e senza un futuro certo.
I DATI. I reati in provincia sono diminuiti del 40% rispetto allo scorso anno e del 30 all’Aquila, passando dai 936 del 2013 (maggio 2012 - aprile 2013) ai 639 di quest’anno. Prima del sisma, i reati erano il triplo: 1.819 all’Aquila e 3.113 nell’intera provincia. Sul fronte del contrasto, gli arresti sono passati da 166 a 250 (+30%).
I FURTI. Anche i furti, reato su cui si è diffuso un certo allarme sociale dopo il sisma, soprattutto per gli atti di sciacallaggio nelle abitazioni inagibili, nel loro insieme diminuiscono, passando in città da 652 a 476, con un decremento percentuale del 36%. Diminuiti pure i furti in appartamento, passati da 274 a 219 (-30%), undato in controtendenza rispetto al resto d’Italia per il questore Rizzi, «grazie a un’ottima organizzazione della Polizia sul territorio. Anche se siamo lontani dai 98 furti del 2008», ha aggiunto. «Questo è il nostro obiettivo: riportare la città agli standard di sicurezza pre-sisma». Ma L’Aquila, città terremotata, è al centro delle attenzioni del governo. «Qui non abbiamo sofferenze di organico», ha ribadito Rizzi, «certo, l’assetto urbano è cambiato dopo il terremoto, ma gli standard della sicurezza sono migliorati e dovranno migliorare ancora». La presenza di un organico efficiente, ha fatto notare il questore, sta anche nell’incremento delle pattuglie sul territorio e la riorganizzazione dell’attività di prevenzione in base al nuovo assetto urbano.
LE POLEMICHE NAZIONALI. «La Polizia di Stato è un organismo sano». È stato forte il messaggio del questore sulle polemiche nazionali che si sono diffuse sulla gestione dell’ordine pubblico che hanno portato a gettare ombre sull’operato della Polizia, in particolare durante gli scontri avvenuti a Roma prima della finale di Coppa Italia di calcio Napoli-Fiorentina e dell’evento del sindacato Sap, in cui sono stati applauditi gli agenti condannati come responsabili della morte del giovane di Ferrara, Federico Aldrovandi. «Se ci sono illegalità e vengono commesse da poliziotti», ha sottolineato Rizzi, «vengono censurate, al pari di tutte le altre. Nella mia carriera mi è capitato più volte d’intervenire su questi temi, e l’ho fatto con tutti gli uomini della Polizia, perché siamo convinti che il percorso di crescita democratica passi solo attraverso il rispetto delle regole».
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