Il Tar condanna la Regione a risarcire la San Raffaele

Nel 2007 vennero accreditati alla casa di cura 25 posti letto di unità spinale ma l’Ente non ha erogato le risorse necessarie per finanziare le terapie

SULMONA. Il Tar condanna la Regione a risarcire la clinica San Raffaele per i 25 posti letto di unità spinale, accreditati nel 2007. Dopo una lunga battaglia legale, iniziata nel 2008 con un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, la struttura privata sulmonese specializzata in terapie riabilitative, ottiene il riconoscimento del pagamento delle prestazioni sanitarie connesse ai 25 posti letto di unità spinale.

«Le argomentazioni della Regione che nega il riconoscimento di somme extra (delibera di giunta 13 agosto 2007) vengono censurate per violazione di legge, eccesso di potere e difetto di motivazione», si legge nella sentenza del Tar discussa il 19 dicembre e pubblicata il 15 gennaio, «deducendosi l’ingiustizia del modus operandi regionale, che ha prima previsto nel piano ospedaliero la gestione in capo alla ricorrente (unica struttura territoriale a ciò idonea) di una impegnativa unità spinale con ulteriori 25 posti letto, salvo poi negare il relativo budget commisurato alle risorse necessarie per l’espletamento dell’attività. Così procedendo, la Regione ha dunque conferito alla casa di cura San Raffaele la supplenza di una prestazione essenziale non in grado di essere erogata direttamente dal servizio sanitario regionale. Resta inteso che un tale conferimento esige un doveroso approntamento di risorse economiche da destinare alla Struttura onerata». La Regione, già nel 2007, si era rivolta alla clinica sulmonese per le cure connesse alle lesioni del midollo osseo, perché non ci sono sul territorio regionale ospedali pubblici attrezzati per curare tali patologie. Le somme che la Regione dovrà riconoscere alla San Raffaele, però, risultano da quantificare. «L’accoglimento del ricorso postula l’obbligo in capo alla Regione di assegnazione di uno specifico budget», continua la sentenza del Tar, «sia pur limitato e rapportato alla quantità di prestazioni ritenute necessarie per soddisfare il fabbisogno». Il Tar ha condannato la Regione, difesa dall’Avvocatura dello Stato, anche al pagamento delle spese legali, pari a 2mila e 500 euro. Nel procedimento giudiziario la clinica San Raffaele del gruppo Tosinvest spa è stata difesa dall’avvocato Cesidio Gualtieri dell’Aquila. Sono 116 i lavoratori e 55 i pazienti della struttura, 30 in riabilitazione intensiva e 25 nell’unità spinale (per lesioni midollari), che rappresenta un’eccellenza di livello nazionale nel trattamento delle lesioni midollari. 300 le persone che usufruiscono dei macchinari e dei professionisti del San Raffaele per le cure ambulatoriali. Le richieste arrivano da tutta Italia, con liste di attesa lunghe. Nel 2011 il rischio chiusura delle strutture laziali del gruppo Tosinvest aveva travolto anche la clinica sulmonese, poi risparmiata.

Federica Pantano

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