Il terremoto è costato quasi 7 miliardi

Ben 628 milioni sono stati spesi solo per demolizioni e puntellamenti, 810 per le new town
L’AQUILA. Il terremoto abruzzese è costato 6 miliardi 769 milioni 380mila 326 euro, almeno finora. È la cifra più rilevante della ricerca presente sul portale Open data ricostruzione, che mette in fila una serie incredibile di dati. Tutto ciò che c’è da sapere sui fondi concessi, su quanto ricostruito di pubblico e privato, sui costi dell’emergenza e sugli interventi per far ripartire il tessuto socio-economico del cratere. Ma andiamo per ordine. Per le sole demolizioni e i puntellamenti sono stati spesi 628 milioni 354mila euro, mentre il progetto delle new town, con 4.449 appartamenti realizzati, è costato 810 milioni 327mila euro. Mediamente, 182mila euro, più di 2.700 euro e metro quadrato. Per ospitare gli sfollati negli alberghi sono stati impegnati 180 milioni 800mila euro: cifra che fa salire la gestione dell’emergenza a 2 miliardi 35 milioni 548mila euro. Per la ricostruzione privata sono stati chiesti 10miliardi 405milioni 175mila euro di contributi, di cui 6 miliardi 547milioni 085mila euro finanziati e 4 miliardi 397mila 311mila euro erogati. 3.348 le ditte impegnate nella ricostruzione; di queste, 1.764 sono abruzzesi. Evidente, il divario tra la ricostruzione privata e quella pubblica: per quest’ultima, sono stati erogati appena 346, 5 milioni di euro a fronte di stanziamenti per 1 miliardo 184 milioni 149mila 490 euro, con un rapporto del 29,2% contro l’85,3% della ricostruzione privata. Dei 978 interventi previsti, ne sono stati conclusi 310. Altri 252 sono ancora in fase di progetto, mentre 75 alla programmazione. I soggetti attuatori della ricostruzione pubblica sono, in totale, 137. La classifica dei primi sei, per importo dell’intervento, è guidata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con 374milioni 598mila euro di contributo richiesto. Seguono il ministero per i Beni e le attività culturali (118milioni 2mila euro), la Gran Sasso Acqua, (80milioni 52mila euro), il Comune dell’Aquila (145 milioni 731mila euro), l’Ater (103milioni 640mila euro), il ministero delle Infrastrutture (42milioni 261mila euro). Queste le tipolgie di intervento: 453 vari, 173 per Ater, 131 scuole, 46 immobili pubblici comunali, 42 cimiteri, 36 chiese e 25 municipi.
Il settore dello sviluppo economico gode di un plafond di 100 milioni di euro così suddivisi: 40 milioni per il rafforzamento del sistema industriale, 15 milioni per progetti di ricerca, 13 milioni per progetti di sviluppo di nuove imprese e spin off, 9 milioni per la valorizzazione turistica, 3 milioni per le produzioni agro-alimentari, 15 milioni per il rilancio del polo di attrazione turistica del Gran sasso e 5 millioni per le infrastrutture di rete ottica metropolitana.(m.p.)
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