Il vescovo: l’oratorio di Cristo Re va avanti

Fusco rassicura le famiglie, senza i salesiani l’opera sociale sarà compito dei laici cooperatori
SULMONA. Andranno via i salesiani, ma non chiuderà l’oratorio, che continuerà la sua funzione attraverso i laici cooperatori. La rassicurazione arriva dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, dopo le preoccupazione sul trasferimento in altra area più popolosa della Comunità salesiana, su disposizione della circoscrizione centrale a partire dalla prossima estate.
«Sulmona deve tanto ai salesiani, ma l’opera salesiana andrà avanti nell’oratorio grazie ai cooperatori che, periodicamente, saranno affiancati dai salesiani consacrati per l’aggiornamento e la formazione», interviene il vescovo, «quella realtà educativa insomma continuerà ad andare avanti anche se in modo diverso».
Da parte sua, poi, il vescovo dovrà nominare un nuovo parroco della chiesa di Cristo Re, una delle più grandi e popolose della zona Peep. Dalla prossima estate, quindi, si chiuderà l’epoca dei salesiani e dell’oratorio che ha fatto crescere intere generazioni, del Grest estivo, dei giochi e degli scherzi all’ombra di Cristo Re. Dalla Circoscrizione, però, arriva un appello a mantenere le attività. Un invito che fa proprio don Giovanni Molinari, parroco di Cristo Re e responsabile dell’oratorio, assieme a don Carlo Russo e don Insan Ishak, che saranno trasferiti altrove.
Anche a causa del calo delle vocazioni, si è resa necessaria una riorganizzazione in tutta Italia che ha spinto la Circoscrizione centrale ad assumere la decisione di lasciare la città. A fine anno pastorale, per agosto 2020, la parrocchia sarà riconsegnata alla diocesi. La Congregazione salesiana da molti anni è impegnata in tutto il mondo a riorganizzare le proprie presenze: nuove sfide educative, mutate situazioni nel contesto giovanile, ricollocazione e calo delle risorse umane disponibili. L’oratorio, che ospita un campo da basket, uno da calcetto all’esterno e all’interno sale gioco, biblioteca e aula studio, accoglie in estate circa 150 bambini, controllati e guidati in attività e giochi da circa 30 giovani volontari, che scendono a tre negli altri periodi dell’anno in cui la sede è frequentata da circa 30 ragazzi nel dopo scuola. La sfida sarà proprio quella di mantenere vive tutte queste attività e continuare ad accogliere bambini e ragazzi in un ambiente sicuro e tranquillo, che ha avuto per tante generazioni una importante funzione sociale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

