In fuga per tutta la notte dopo lo sfratto dall’ospizio

Ritrovato il 75enne scomparso domenica, ha passato molte ore al freddo Non gradiva la nuova struttura e preferiva tornare in quella sequestrata dal Nas
PETTORANO SUL GIZIO. È stato ritrovato nelle campagne di Pettorano Sul Gizio, a poche decine di metri dalla caserma dei carabinieri. Infreddolito e spaesato ma in buone condizioni di salute, nonostante la notte passata al freddo. È finita nella prima mattina di ieri la fuga del pensionato di 75 anni originario di Villalago. Francesco Romano si era allontanato domenica mattina dalla casa di riposo Mazara di Sulmona dove era stato ricoverato da qualche giorno. A trovarlo gli uomini del Corpo forestale, i quali dopo avergli prestato i primi soccorsi hanno allertato i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona per sottoporlo ad accertamenti medici più completi. Ai suoi soccorritori avrebbe detto che voleva tornare a casa perché non si era ambientato nella nuova struttura che lo ospitava da soli due giorni. Il 75enne, infatti, era uno dei 19 anziani sfrattati, venerdì scorso, dalla casa di riposo di Cantone dai carabinieri del Nas di Pescara, su ordine del gip del tribunale di Sulmona, perché priva di autorizzazioni.
Ad attenderlo in ospedale la moglie e la figlia che hanno potuto riabbracciare il loro congiunto per una storia a lieto fine. Fin dal primo momento della scomparsa, infatti, si era temuto il peggio, che l’uomo spaesato e al buio potesse finire in un dirupo.
I suoi parenti avevano lanciato l’allarme chiedendo aiuto a forze dell’ordine e a volontari affinché ritrovassero il genitore.
«Ha bisogno di cure continue», ha precisato la figlia subito dopo aver riabbracciato il padre, «ed eravamo preoccupati proprio per questo. Finalmente tutto è finito e in questo momento il pensiero e la gratitudine va verso le forze dell’ordine e tutti quanti hanno partecipato alle ricerche facendo in modo di arrivare a questa bella conclusione».
L’uomo, originario di Villalago, dove risiede anche la moglie, ha qualche problema di salute che potrebbe averlo portato a perdere l’orientamento dopo aver preso la decisione di voler tornare a casa in seguito al suo allontanamento dalla casa di riposo di Cantone. Il 76enne in questione, però, era uno degli otto che, subito dopo lo sgombero della struttura sanitaria dove era ricoverato, era stato preso in carico dalla famiglia che, solo successivamente ha deciso di affidare l’anziano alla casa di riposo di Sulmona dove avrebbe potuto avere un’assistenza sanitaria più pertinente e puntuale. E forse sarà stato questo momento di contatto con la sua famiglia a disorientarlo ulteriormente e a fargli prendere la decisione di allontanarsi dalla casa di riposo di Sulmona dove era stato ricoverato da un paio di giorni.
C’è da sottolineare che durante la permanenza nella casa di riposo di Cantone, il 75enne non aveva mai dato segni di insofferenza o di nostalgia, accettando di buon grado la destinazione dei parenti affinché potesse curarsi.
Un fatto che è stato sottolineato anche dalla figlia, la quale ha confermato l'ottimo stato psicologico e di salute in cui si trovava il padre prima che il giudice chiudesse la struttura di Cantone.
Nel frattempo l'avvocato Alessandra Baldassarre, per conto dei gestori, ha avanzato richiesta di poter riavere la disponibilità dell'ospizio di Cantone per poter riprendere l'attività di assistenza agli anziani in attesa della pronuncia del Tar che dovrebbe dirimere definitivamente la questione. Claudio Lattanzio
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