In sette dalla Francia per curare gli stucchi delle Anime Sante

8 Luglio 2016

Cantiere scuola con i giovani allievi restauratori: si concentreranno sulle cappelline laterali della navata

L’AQUILA. Sono arrivati all’Aquila direttamente dalla Francia per prendersi cura degli stucchi di una delle chiese simbolo del terremoto: quella di Santa Maria del Suffragio, meglio nota come Anime Sante, in piazza Duomo. Si tratta di sette giovani allievi restauratori dell’Istituto nazionale del patrimonio francese che partecipano al nuovo cantiere-scuola di restauro che andrà avanti fino al prossimo 15 luglio: Alexandre Beaune, Laurent Caputo, Pierre Gamin, Daria Gorabaczewska, Ophélie Grangier, Charlotte Jimenez e Nadia Zine. Il cantiere ha preso il via lunedì con una lunga sessione informativa e metodologica. Ulteriore tassello della cooperazione tra il governo italiano e il governo francese, dopo quello realizzato nel luglio del 2014, questo nuovo percorso di lavoro e di formazione sarà incentrato sul restauro degli stucchi, sotto la responsabilità scientifica dell’architetto Franco De Vitis (direttore dei lavori di restauro dell’edificio monumentale) e della dottoressa Anna Colangelo (storico dell’arte della Soprintendenza per i beni storico artistici dell’Abruzzo), e la responsabilità pedagogica del professor Hubert Boursier. «Verranno realizzati interventi soprattutto di integrazione plastica degli stucchi», spiega la Colangelo. «I ragazzi si concentreranno sulle cappelline laterali della navata della chiesa e sulla cupola gravemente danneggiata. Si tratta di stucchi importanti appartenenti sia alle fasi settecentesche sia derivanti dai restauri curati dalla scuola del Patini. Dopo essere stati restaurati, gli stucchi dovranno essere dorati o ridipinti». L’iniziativa era prevista all’interno dell’accordo intergovernativo: la chiesa, infatti, è compresa nella “lista di nozze” di monumenti distrutti proposta ai governi esteri e “adottata” dal governo francese che finanzia la metà dell’intervento di ricostruzione da 6,5 milioni di euro. Dopo l’intervento di messa in sicurezza, nell’estate del 2009, la chiesa fu parzialmente riaperta al culto nel marzo 2010. Il bando per il restauro è stato emanato nel febbraio 2013 e aggiudicato nell’ottobre dello stesso anno all’associazione temporanea di imprese Italiana Costruzioni (capofila) e alla ditta Fratelli Navarra (mandante). I tempi previsti per la riconsegna alla città della chiesa erano due anni dall’inizio dei lavori, ma le opere hanno subito notevoli ritardi a causa delle gravi condizioni in cui versa la struttura. «Speriamo» conclude la Colangelo «di poter riconsegnare la chiesa agli aquilani la prossima primavera».

Michela Corridore

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