«Inagibile la nuova sede della farmacia a Santanza»

Nota degli uffici municipali al sindaco: «Impossibile superare i contrasti rilevati» L’avvocato Carli all’Afm : «Revocare gli esiti della gara di aggiudicazione»
L’AQUILA. Una decisione del Tar sembrava avere posto fine alla controversia sull’assegnazione della nuova sede della farmacia comunale di Santanza che da sei anni è in un container: i giudici hanno infatti respinto il ricorso della ditta Zemolo e, dunque, si dava per probabile l’apertura nella sede di via Beato Cesidio.
Ma un documento del Comune inviato rimette tutto in gioco. Nella nota inviata al sindaco e all’Afm si dice senza mezzi termini «che il locale situato in via Beato Cesidio è a oggi privo del relativo certificato di agibilità».
Nello stesso atti si evidenziano alcune caratteristiche del locale che non sembrano essere adatte alle esigenze. «Per i motivi di cui sopra», si legge ancora nel documento, «è stato avviato il procedimento di riesame della Comunicazione di inizio attività asseverata (Cila) inoltrata dall’Afm il 6 giugno 2015 per la quale oggi è stato disposto l’annullamento definitivo atteso che le osservazioni presentate non sono state sufficienti a superare i contrasti rilevati».
Ma c’è dell’altro. Il 24 giugno l’avvocato Francesco Carli, che tutela gli interessi della ditta Zemolo, ha inoltrato una nota al Comune e all’Afm dove fa alcune osservazioni tra cui quella che fa riferimento al nuovo atto che attesta l’inagibilità. «Non è stato possibile informare il Tar dell’esistenza di tale provvedimento», scrive Carli, «in quanto esso è stato reso pubblico e comunicato alle parti dopo l’udienza di discussione del ricorso. Sta di fatto che tale provvedimento ribalta radicalmente i presupposti e le considerazioni sulla cui base il Tar ha respinto il ricorso». Sulla scorta di tali affermazioni si chiede al Comune di reprimere i presunti abusi e all’Afm «di revocare, nella forma dell’autotutela, l’aggiudicazione della gara per l’individuazione delle sede farmaceutica di Santanza in base al contenuto del provvedimento comunale sopra citato».
Gli istanti, inoltre, chiedono se è vero che siano stati pagati degli affitti al titolare del locale che ha ottenuto l’aggiudicazione nonostante la sede di via Beato Cesidio non sia stata mai aperta anche se, in passato, era stata scelta anche una data per l’inaugurazione che è rimasta nel mondo delle intenzioni.
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