Inchiesta maneggio, individuati 7 testimoni
SULMONA. Non si scaverà più nel maneggio “La staffa d’oro” per cercare altre carcasse di cavalli seppelliti illegalmente. Lo ha deciso il sostituto procuratore Stefano Iafolla, per il quale basta già...
SULMONA. Non si scaverà più nel maneggio “La staffa d’oro” per cercare altre carcasse di cavalli seppelliti illegalmente. Lo ha deciso il sostituto procuratore Stefano Iafolla, per il quale basta già il risultato ottenuto con il rinvenimento delle due carcasse di cavalli che ha portato ad accertare l’esistenza del reato. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri forestali di Sulmona che giovedì scorso hanno effettuato il blitz nel maneggio in località Marane di proprietà dell’ex sindaco di Sulmona, Fabio Federico, gestito da M.D.G, allevatore della zona, unica persona, al momento denunciata dagli investigatori per smaltimento illegale di rifiuti speciali. Finora sono state individuate sette persone, assidue frequentatrici del maneggio, che saranno ascoltate nei prossimi giorni come “persone informate dei fatti”. I carabinieri forestali sono convinti, infatti, che dalle loro testimonianze si possa arrivare a scoprire il proprietario dei resti del cavallo trovato senza microchip.
L’inchiesta è partita da una denuncia presentata alcuni mesi fa. Nell’esposto si faceva riferimento a una decina di carcasse seppellite nel maneggio senza il rispetto delle procedure imposte dalla Asl per questo tipo di operazione. Il proprietario del maneggio è l’ex sindaco Federico che si è detto estraneo ai fatti in quanto da oltre 10 anni ha dato in affidamento la struttura all’attuale gestore. Anche l’associazione Giostra cavalleresca, dopo il ritrovamento di un foulard attaccato al giogo della carcassa, ha respinto illazioni e strumentalizzazioni, tenendo a sottolineare di «non essere mai stata proprietaria di cavalli, men che mai di quelli partecipanti alla Giostra cavalleresca di Sulmona e a quella Europea». (c.l.)
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