Infarto stronca l’avvocato Di Napoli

Il professionista, che aveva 55 anni, si è sentito male mentre si trovava nell’abitazione della sorella. Vani i soccorsi
L’AQUILA. Avvocati in lutto per l’inattesa morte dell’avvocato Paolo Di Napoli ucciso da un malore, probabilmente un infarto, a 55 anni, nel pomeriggio di ieri.
Di Napoli aveva avuto qualche disturbo negli ultimi tempi ma nulla faceva presagire la tragedia che poi è stata.
Tempo addietro aveva avuto un’ischemia a un occhio che sembrava essere stata superata.
Nei giorni scorsi, invece, anche in concomitanza con un malanno di stagione, aveva avvertito dei forti dolori alla schiena. Ieri, tra l’altro, aveva fatto anche dei controlli e delle analisi in un laboratorio che sembravano escludere quello che nessuno si sarebbe immaginato. Di Napoli, a causa di questi fastidi, aveva deciso di trasferirsi provvisoriamente nella casa della sorella in attesa di guarire e tornare prima possibile nell’abitazione in cui, non essendo sposato, viveva da solo. La morte, invece, lo ha colto ieri nel pomeriggio nonostante l’arrivo del 118 chiamato, per l’appunto dalla sorella.
La morte del legale, che operava soprattutto nel settore civile, ha destato sconforto non solo nel mondo forense dove era stimato per la sua competenza e apprezzato per la sua simpatia, ma anche tra i tanti amici che aveva. «Uno spirito libero e indomabile», così lo ricorda l’imprenditore Ettore Barattelli, con il quale era stato di recente in vacanza alle Maldive. Lo piange anche Luca Carosi, un architetto suo amico da sempre.
«Mi piace ricordare», racconta la collega Annamaria Ranalli, «quando, circa un anno e mezzo fa, festeggiammo con mio marito, Maurizio Dionisio (suo coetaneo), i loro 30 anni di professione insieme a pochi altri colleghi». I due, tra l’altro sono entrambi iscritti all’Ordine forense fin dal 1990.
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