Ingegneria, svolta sui lavori: il blocco B sarà antisismico

1 Maggio 2022

Il programma: si inizia a giugno, conclusione a ottobre per non intralciare le attività

L’AQUILA. Avviare i lavori di miglioramento sismico del blocco B di Ingegneria, a Monteluco di Roio, entro giugno e terminarli a ottobre, prima della ripresa delle lezioni universitarie. È l’ambizioso cronoprogramma a cui sta lavorando il Provveditorato alle opere pubbliche (stazione appaltante), che nei giorni scorsi ha indetto la procedura per l’affidamento dei lavori “per gli interventi di miglioramento sismico e ristrutturazione interna del corpo B della facoltà”.
La tempistica è molto stringente «in modo da non intralciare le attività dell’Ateneo», come spiega il rup (responsabile unico del procedimento), Gennaro Di Maio.
Intanto, si sta cercando di accelerare le procedure anche per avviare il prima possibile i lavori nell’edificio storico della facoltà, ancora chiuso dal 2009.
«Entro l’anno», assicura l’ingegnere, «vorremmo bandire la gara d’appalto, in modo da cominciare i lavori nel 2023».
CHIUSURA DEL BLOCCO B
Per procedere ai lavori sarà necessario blindare l’edificio, che attualmente è utilizzato dagli studenti sia per i laboratori al piano terra che per le aule.
Nel settembre 2014, infatti, una prima parte degli studenti di Ingegneria è tornata a occupare la sede di Roio e, nel giro di un paio di anni, tutti i 5.000 studenti iscritti e i 144 professori hanno ripreso ad animare tre dei quattro edifici di Monteluco che fino al 2009 erano dedicati a Ingegneria: il blocco A, con segreterie e aule, il blocco C che ospita biblioteca e aula magna e il blocco B, con i laboratori e altre aule, adiacente al vecchio edificio. Proprio quest’ultimo, tuttavia, ha adesso bisogno di lavori di adeguamento sismico per rispettare le nuove normative.
CORSA CONTRO IL TEMPO
Per portare a termine il cronoprogramma fissato, tuttavia, i tempi sono stretti. «La gara d’appalto è in corso, ma attualmente abbiamo avuto poche risposte», dice Di Maio. «Contiamo di chiuderla nel giro di un mese. I lavori dovranno essere eseguiti nell’interruzione delle attività universitarie: in appena 5 mesi, da giugno a ottobre».
Si tratta di opere ritenute necessarie a seguito di una valutazione sulla vulnerabilità dell’edificio. «Non ci sono danni visibili nel blocco, ma alcuni elementi vanno rinforzati», spiega il rup. «È un problema che riguarda la gran parte delle strutture non molto recenti: difficilmente rispettano le norme tecniche in vigore dal 2018». Se tutto andrà secondo i piani, dunque, già per l’inizio del prossimo anno accademico i lavori saranno terminati. «Se ci dovesse essere qualche intoppo», dice Di Maio, «tutto slitterà di un anno, sempre nell’ottica di non interrompere le attività universitarie».
LA DETERMINA
Secondo quanto riportato dal documento, firmato dal Provveditore, Vittorio Rapisarda Federico, l’importo dei lavori è di 1.500.000 euro, su un totale complessivo di oltre 2 milioni finanziato in parte con delibera Cipe del 2017 e in parte (500mila euro) con il “fondo interventi di edilizia sul patrimonio immobiliare” dell’Università dell’Aquila. Il progetto esecutivo è stato redatto dalla società veneta Inm (legale rappresentante Mauro Nicoletti), ha ottenuto l’autorizzazione sismica ed è stato validato e approvato dal responsabile del procedimento. Il tempo previsto per l’ultimazione dei lavori è di 150 giorni dalla consegna. La gara d’appalto per l’aggiudicazione delle opere seguirà il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
MEZZO SECOLO DI STORIA
La facoltà di Ingegneria è ubicata a Roio dal 1969, anno in cui trova sede nell’edificio della Colonia Montana IX Maggio progettato dall’architetto Ettore Rossi e inaugurato il 27 luglio 1937. La sede della facoltà si amplia con le costruzioni realizzate nel 1996 e negli anni seguenti. Il complesso comprende ora diversi edifici. Nonostante, le strutture portanti siano realizzate con la stessa tecnica costruttiva, gli edifici principali che costituiscono l’ampliamento (blocchi A, B, C) differiscono sensibilmente dal “vecchio edificio” e si riconoscono soprattutto per le ampie vetrate.
DOVE INTERVENIRE
L’edificio su cui è necessario intervenire è quello più vicino alla sede storica, composto da tre piani, con altezze variabili di cui il primo seminterrato. La superficie è di 6.600 metri quadri.
SEDE STORICA
Il vecchio edificio risale agli anni Trenta del secolo scorso. Originariamente fu adibito a colonia montana “per i figli della gente del mare”, e dagli anni Sessanta divenne la sede della facoltà di Ingegneria. A causa del terremoto del 2009 l’edificio è risultato inagibile per danni strutturali che hanno comportato la necessità di predisporre un progetto di riparazione con annesso adeguamento sismico. Ma i lavori ancora non sono partiti. «Abbiamo ripreso in mano il progetto in queste settimane. Una volta chiusa la verifica per la validazione», conclude Di Maio, «si potrà andare a gara. Speriamo di riuscire a terminare queste operazioni entro l’anno, in modo che le opere possano partire nel 2023».
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