Ingiusta detenzione Sit-in a Montecitorio per cambiare la legge
In piazza l’aquilano Petrilli (per lui 6 anni di carcere speciale) «Sono stato assolto, ma non ho ricevuto alcun risarcimento»
L'AQUILA. Un adeguato risarcimento per chi subisce un'ingiusta detenzione. Sit-in, davanti a Montecitorio, di una delegazione guidata da Giulio Petrilli, aquilano, che ha subìto sei anni di carcere speciale, per poi essere assolto in appello e, definitvamente, in Cassazione dall'accusa di “partecipazione a banda armata con funzioni organizzative”. Petrilli aveva solo vent'anni. Ieri, è tornato a chiedere con forza «l'abolizione del comma del dolo, che impedisce l'applicazione di molti risarcimenti per ingiusta detenzione». Al suo fianco i parlamentari Stefania Pezzopane e Gianni Melilla, la presidente del Partito Radicale, Rita Bernardini, il segretario nazionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, il direttore del Dubbio, Piero Sansonetti, il giurista Giovanni Russo Spena e Piergiovanni Battibocca, componente del Comitato per il diritto al risarcimento per tutti e tutte. «L'ex segretaria dei Radicali, Rita Bernardini», ha dichiara Petrilli, «ha assunto l'impegno a inoltrare formale denuncia alla Commissione diritti umani dell'Onu, mentre la senatrice Pezzopane invierà una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella». Ulteriori azioni di sensibilizzazione «verso un diritto troppo spesso negato», fa notare Petrilli. La sua è una storia emblematica. «Nonostante sia stato assolto», ricorda, «non ho ricevuto alcun risarcimento, sulla base delle mie frequentazioni con gli esponenti di Prima Linea, che avrebbero tratto in inganno gli inquirenti. L'altra motivazione è legata al fatto che la sentenza di assoluzione è arrivata prima della riforma del codice di procedura penale, che nel 1989 ha introdotto la riparazione per ingiusta detenzione, senza prevederne la retroattività». La storia di Petrilli è una delle tante. Ne è nata una lunga battaglia di denuncia ed informazione politica «per permettere a chi ne ha il diritto, di ottenere un risarcimento, almeno parziale, per le sofferenze subite».
I dati nazionali parlano chiaro: su 4 milioni di persone vittime di ingiusta detenzione o di errori giudiziari, solo 25mila hanno ottenuto un indennizzo. Attualmente, è all'esame del Parlamento una proposta di legge a firma dell'onorevole Melilla per la modifica del comma del dolo, in particolare gli articoli 314 e 643 dell'ingiusta detenzione.
«Un fenomeno», incalza Petrilli, «che riguarda moltissimi cittadini, arrestati e successivamente rilasciati. Su 7mila domande di risarcimento presentate ogni anno, ne vengono accolte al massimo mille».
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