Intubamento non riuscito, donna finisce in coma all'Aquila

30 Dicembre 2014

Una 62enne di Magliano de’ Marsi rischia la vita per una lesione alla trachea durante un intervento chirurgico nella clinica di Villa Letizia. La famiglia chiede il risarcimento danni. La clinica: anestesista esperto

AVEZZANO. Rischia la vita dopo un banale intervento chirurgico di routine a causa della rottura della trachea provocata durante l’intubamento e finisce in coma. Ad accorgersi di quello stava accadendo la vicina di letto che ha sentito la paziente mentre tossiva in modo insistente. La disavventura è capitata a una marsicana di 62 anni, B.S., di Magliano de’ Marsi, residente a Trasacco. La donna era ricoverata nella clinica di Villa Letizia, a Preturo, e doveva essere sottoposta a un intervento alle ovaie.

Si trattava di un'operazione di routine che non presenta particolari rischi. Infatti l'intervento in sè è stato portato a termine alla perfezione. Qualcos'altro però non è andato nel verso giusto. Quando hanno intubato la donna per la ventilazione meccanica, durante l'anestesia, sarebbe stata provocata la rottura della parete posteriore della trachea. L'operazione è andata avanti e, una volta terminata, la paziente è stata riportata in stanza dove avrebbe dovuto trascorrere un periodo di degenza per essere dimessa dopo qualche giorno. L'intervento era infatti andato bene.

L'altra paziente, però, che era in stanza, ha sentito che la 62enne ha iniziato a tossire in modo insistente. All'inizio non ha dato peso a quanto stava accadendo, ma poi si è preoccupata e a quel punto ha chiesto aiuto. La paziente lamentava dolori lancinanti. Gli operatori sono intervenuti e hanno disposto il trasferimento all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Poi c'è stato il ricovero in quello di Teramo, nel reparto specializzato nella chirurgia toracica. La marsicana è finita in coma indotto e ha subìto un nuovo intervento. Ora è fuori pericolo.

La famiglia della maglianese è voluta andare a fondo sulla questione e si è rivolta a un avvocato. È stata quindi avviata un'azione legale, penale e civile, per cercare di ricostruire l'accaduto e stabilire eventuali responsabilità e un conseguente risarcimento. Dalla clinica hanno sottolineato da subito che il medico è un anestesista esperto con alle spalle centinaia di interventi di quel tipo. Sembra quindi che la trachea avesse una struttura particolare tale da rompersi durante la manovra necessaria per intubare. Ma su questi punti saranno i consulenti tecnici a fare chiarezza qualora la magistratura dovesse avviare un'indagine. La donna è difesa dagli avvocati Pasquale e Luca Motta.

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