Istituzione sinfonica Prayer abbandona la direzione artistica

2 Gennaio 2018

Ma è giallo sulle dimissioni maturate in un clima di tensione Convocato per domani il consiglio di amministrazione

L’AQUILA. Il direttore artistico dell’Istituzione sinfonica abruzzese, Luisa Prayer, ha rassegnato le dimissioni. Ma è giallo sulle motivazioni della scelta, con il presidente dell’Isa, Antonio Centi, e la stessa Prayer che mantengono il massimo riserbo. Ogni dichiarazione è rimandata a domani, dopo il consiglio di amministrazione della Sinfonica, convocato per esaminare le dimissioni. Non è un mistero il clima di tensione che da tempo, ormai, si respira all’interno dell’Istituzione sinfonica abruzzese, uno degli enti culturali più importanti e prestigiosi della regione. Frizioni e divergenze di vedute sulla gestione artistica della Prayer e sui rapporti con le altre associazioni culturali, in primis la Barattelli. Sta di fatto che, proprio sotto Natale, è arrivata la lettera in cui il direttore dell’Isa, nominato a settembre 2015, ha annunciato di voler fare un passo indietro. «Abbiamo convocato per domani, alle 10, il consiglio di amministrazione dell’ente», spiega Centi, «nel rispetto dell’autonomia decisionale dei componenti del cda preferisco rimandare ogni tipo di valutazione pubblica, in attesa dell’esame congiunto della richiesta e degli eventuali scenari futuri che si apriranno». Contattata telefonicamente, la Prayer ha spiegato «di non voler dire nulla sulle dimissioni e sulle motivazioni che l’hanno spinta a prendere tale decisione». Quanto all’assenza dell’Istituzione sinfonica nel cartellone annuale della Barattelli, una frattura nella sinergia che storicamente accomuna le due associazioni culturali, la Prayer ha spiegato che «il rapporto con la Barattelli è stato continuo e proficuo. Abbiamo prodotto importanti iniziative insieme, non ultimo il Festival L’Aquila, con le due edizioni del 2016 e del 2017».
Nessuna dichiarazione aggiuntiva. Tra le motivazioni che hanno animato il dibattito interno all’Isa anche il mancato aumento dei contributi erogati dal Fondo unico dello spettacolo (Fus) sulla base della qualità artistica.
Secondo i dati forniti dal ministero dei Beni culturali, tutte le orchestre regionali hanno ottenuto un aumento dei finanziamenti nel 2017, rispetto all’anno precedente, con una media del 7%, tranne la Sinfonica. Una “bocciatura”, in termini di valutazione ministeriale, che ha alimentato non poche polemica tra la dirigenza dell’Isa. Polemiche che si sommano al malcontento per la chiusura nei confronti delle altre associazioni che operano sul territorio. La professoressa Prayer era subentrata, nel 2015, al maestro Ettore Pellegrino. Ora, a distanza di due anni, il sodalizio con l’Isa sembra essersi spezzato. Sarà il consiglio di amministrazione, vagliate le motivazioni che hanno portato il direttore a rassegnare le dimissioni, a procedere alla scelta definitiva. L’Orchestra sinfonica, una delle tredici istituzioni concertistiche italiane riconosciute dallo Stato, ha al suo attivo 40 anni di attività. Si è esibita per le più prestigiose istituzioni musicali italiane, come l’Accademia di Santa Cecilia e il Teatro della Scala. È stata diretta, tra gli altri, da Carlo Zecchi, Donato Renzetti, Marco Zuccarini, Vittorio Antonellini e, a distanza di pochi mesi dal sisma del 2009, dal maestro Riccardo Muti, in un importante concerto commemorativo.
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