L’abbazia si svela, un ritorno al passato

La chiesa monumentale restituita alla collettività dopo un lungo intervento di restauro: folla alla cerimonia inaugurale
SULMONA. Un tuffo nel passato, tra canti gregoriani e luoghi dello spirito dell’ordine dei Celestini. Un luogo di spiritualità e di arte, monumento nazionale e punto di riferimento del prezioso patrimonio culturale di Sulmona e dell’intera regione. Ma anche elemento fondamentale e fulcro del progetto che prevede la nascita di un percorso turistico, culturale e religioso legato ai luoghi di fede del territorio peligno. Dopo sei anni è stata restituita alla collettività la monumentale chiesa dell’abbazia di Santo Spirito a Morrone. L’inaugurazione si è tenuta ieri alla presenza del sindaco Annamaria Casini e del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, accanto a dirigenti e funzionari del ministero dei Beni e delle Attività culturali e della Soprintendenza. Presenti anche il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca e la senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo. I lavori per un importo di 2 milioni di euro, sono stati curati dal Segretariato regionale del ministero dei Beni culturali per l’Abruzzo, con la collaborazione tecnica della Soprintendenza regionale e di quella per L’Aquila e i comuni del cratere.
«Questo è solo l’inizio di un percorso che porterà l’intero complesso celestiniano a ulteriori interventi di restauro», afferma Lucia Arbace, direttrice del Polo museale per l’Abruzzo, ente che ha in gestione l’abbazia, «abbiamo già un milione di euro, messo a disposizione dal Mibact, per altri lavori che conto di ultimare nell’estate del 2019 quando ospiteremo la grande mostra dedicata a Karl Ruthert, pittore del Seicento e monaco celestiniano, che ha realizzato tantissime opere che oggi, purtroppo sono ancora nei depositi perché non abbiamo lo spazio adeguato per poterle esporre».
I nuovi lavori riguarderanno la cappella Caldora, gli impianti di illuminazione, la riorganizzazione degli spazi espositivi, i parcheggi e i punti di accoglienza. I due milioni già spesi hanno, invece, riguardato lo scavo archeologico dell’area presbiteriale, le opere di rafforzamento e consolidamento di locali e volte, i restauri di intonaci e stucchi, gli impianti idrici ed elettrici, le tinteggiature, le pavimentazioni e il restauro dell’imponente coro ligneo settecentesco e della grande tela seicentesca raffigurante “La discesa dello Spirito Santo”.
«È un momento storico per Sulmona e l’Abruzzo», ha detto il sindaco Casini. «È un momento, questo, simbolo di quella che è l’anima dell’Abruzzo. Una giornata importante con una grandissima partecipazione e il contributo del nostro coro panfiliano. Queste sono tutte perle che ci convincono ancora di più del fatto che questo territorio solo attraverso la cultura e l’enorme patrimonio artistico e culturale di cui dispone può rilanciare una grande sfida per lo sviluppo complessivo di tutte le aree interne».
Concetto ribadito anche dal sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca: «L’utilizzo per scopi turistici culturali non può prescindere da un restauro complessivo dell’abbazia. Ragione per la quale la Regione sta facendo la sua parte in maniera egregia con il primo stanziamento di due milioni che è già in esercizio contrattuale e con l’ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro del Masterplan che consentirà un recupero definitivo sia della cortina muraria esterna che degli altri ambienti».
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