«L’allarme tumori? È colpa di cibi arcaici e di abuso di alcol»

26 Ottobre 2014

L’oncologo Recchia analizza i dati choc emersi nella Marsica Si esclude un inquinamento causato dalle aree industriali

AVEZZANO. L’alta incidenza di tumori nella Marsica? Colpa di un uso eccessivo di alcol e fumo, ma anche per un’alimentazione arcaica e ricca di cibi conservati. Sarebbero questi i fattori che hanno determinato nell’ultimo decennio un aumento dei casi di tumore in alcuni comuni della Marsica. I dati sono emersi da uno studio presentato dall’Agenzia sanitaria regionale. Secondo questa ricerca preliminare dell’Asr, sugli anni che vanno dal 2004 al 2013, la Marsica è una delle aree sotto osservazione per l’influenza dei tumori nelle cause di morte. Si tratta di un’area in cui i decessi oncologici negli ultimi dieci anni sono stati superiori alla media abruzzese.

Tra i 17 comuni al di sopra di tale dato, e quindi con maggiore incidenza, più della metà, cioè otto, fanno parte del territorio marsicano. Si tratta di Avezzano, Celano, Aielli, Cerchio, Collarmele, Lecce nei Marsi, Carsoli, Oricola. Tra questi, secondo lo studio, i Comuni di Aielli, Cerchio e Collarmele presentano i dati più allarmanti.

Ma quali sono le cause che hanno determinato questo risultato proprio nella Marsica? Lo abbiamo chiesto all’oncologo Francesco Recchia, che per tanti anni ha guidato il reparto dell’ospedale di Avezzano. Secondo il medico, le cause vanno ricercate più che sull’inquinamento delle aree industriali in un’alimentazione e in uno stile di vita errato dei cittadini marsicani. «Va sottolineato», spiega Recchia, «che si tratta di dati acquisiti dagli ospedali. Ma va ricordato che nella Marsica c’è una importante percentuale di pazienti che arriva da altre Asl o da altre Paesi del mondo, come gli immigrati. Servirebbe invece uno studio caso-controllo. Quindi un metodo in cui viene confrontato un gruppo di soggetti con una certa malattia con un gruppo simile, ma privo della malattia, e si valuta se ci sono state esposizioni o fattori di rischio».

Al di là degli aspetti metodologici, però, Recchia conferma un’alta incidenza di tumori nella Marisca, ma indica come cause la presenza di tumori al fegato dovuti all’epatite C, molto diffusa, e all’eccessivo utilizzo di alcol. Un altro fattore riguarda invece il fumo che provoca nella Marsica un’incidenza molto alta di tumori ai polmoni. Infine, parla di «un’alimentazione un po’ arcaica, con cibi conservati, che provoca un’alta incidenza di tumori dello stomaco». Lo studio è stata realizzato dal direttore dell’Asr, Amedeo Budassi, assieme a Vito Di Candia, Maria Elena Flacco e Lamberto Manzoli, oltre a uno staff di nove persone dell’Agenzia. Martedì prossimo la giunta regionale delibererà l’istituzione del Registro tumori che consentirà di avere un quadro più ampio e dettagliato delle malattie tumorali e del loro possibile rapporto causale con l’ambiente, cioè con l’inquinamento.

Pietro Guida

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