L'Aquila, allarme della giunta sulla Legge di Stabilità

3 Dicembre 2014

Sindaco e assessori preoccupati per gli emendamenti. I nodi irrisolti tra macerie, dipendenti precari e bilancio

L’AQUILA. La legge di stabilità, così come è stata approvata dalla Camera, non va. Lo sottolineano con preoccupazione il sindaco Massimo Cialente e gli assessori comunali Lelio De Santis e Betty Leone. Insomma, pareri diversi rispetto al cauto ottimismo filtrato dalla conferenza stampa in Regione sulla legge di Stabilità, alla quale hanno preso partei parlamentari abruzzesi del Pd Antonio Castricone e Stefania Pezzopane e il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli.

Del resto, non sono stati approvati alcuni emendamenti al testo, peraltro concordati con il ministero dell’Economia, relativi a questioni cruciali per il Comune dell’Aquila e la ricostruzione. «Se non verranno inseriti durante la discussione in Senato», afferma il sindaco, «tutti i Comuni del cratere non saranno nelle condizioni di predisporre bilanci di previsione che vadano al di là del pagamento degli stipendi ai dipendenti e delle spese obbligatorie. E si bloccheranno sia il processo di ricostruzione sia i servizi sociali». Un allarme rilanciato dagli assessori al Bilancio e al Personale.

«Gli emendamenti bocciati», spiega Cialente, «riguardano lo smaltimento e il monitoraggio delle macerie degli edifici pubblici, importante anche e soprattutto alla luce delle recenti indagini della Procura, così come le norme per il personale precario dei Comuni del cratere e per garantire gli equilibri finanziari dei Comuni colpiti dal sisma e della Provincia dell’Aquila. Sappiamo dell’impegno del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dei senatori Pezzopane e Chiavaroli», conclude Cialente, «ma siamo molto preoccupati. Temiamo che vi sia una grave sottovalutazione di una situazione difficilissima. Situazione che, con inenarrabili difficoltà, le amministrazioni comunali e gli uffici speciali stanno cercando di portare avanti, sovraccaricandosi, peraltro, di responsabilità enormi».

Secondo l’assessore De Santis, che non condivide i giudizi positivi espressi dai rappresentanti del Partito democratico, la legge di Stabilità non contiene le risposte che l’amministrazione comunale attendeva.

«Rimane irrisolta la questione del fondo straordinario, che per l’anno 2014 è stato di 24,5 milioni, riferito alle minori entrate e ai maggiori costi a causa del sisma, così come quella del fondo di solidarietà comunale, decurtato di circa 3 milioni di euro per un errato computo dei trasferimenti statali, che ha incluso erroneamente, anche quelli per la ricostruzione. Inoltre, per la Tasi sulle case E ancora inagibili, è prevista la riduzione del 50% e non l’esenzione. Mancano le risorse per il personale, i cui contratti scadono il 31 dicembre. E non si risolve il problema dello smaltimento delle macerie».

De Santis ricorda, infine, che «di legge speciale per L’Aquila si potrà parlare solo nel 2015, vanificando così il lavoro svolto con determinazione dall’onorevole Legnini, che un governo serio e attento alla ricostruzione di un’importante città capoluogo di regione poteva e doveva assicurare di portare a conclusione».

Allarmata per le sorti del personale precario è l’assessore comunale Betty Leone. «Si tratta di 55 dipendenti, impiegati tra gli asili nido, l’assistenza alla popolazione e la ricostruzione, cui si aggiungono anche i dipendenti di Abruzzo Engineering. Un lavoro fondamentale, il loro, che garantisce al sistema della ricostruzione di non rallentare e ai progetti già cantierabili di partire col conseguente aumento del Pil locale, come di quello regionale. È pertanto importantissimo che gli emendamenti relativi alle norme sul personale precario vengano accolti dal Senato, altrimenti ci troveremo di fronte a una situazione difficilmente gestibile, che comporterà, oltre agli inevitabili ritardi di tutto il sistema, anche la riduzione dei servizi per i cittadini».

Romana Scopano

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