L’Aquila e l’abbraccio a Figliuolo «Questa città modello di sinergia»

8 Maggio 2021

Il generale nel nuovo centro vaccinale di San Vittorino: «Lo Stato e le istituzioni locali sono presenti» Curcio (Protezione civile): «Qui una testimonianza di impegno che nasce dal dolore per il terremoto»  

L’AQUILA. Il polo vaccinale a San Vittorino simbolo di collaborazione istituzionale e presenza dello Stato, ma anche frutto della dolorosa esperienza del terremoto. All’uscita dal centro per la somministrazione delle dosi, allestito nell’imponente edificio della Scuola edile dell’Ance, sono il generale Francesco Paolo Figliuolo e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio a evocare queste immagini per esprimere quanto hanno visto nel corso della loro visita tra corridoi e box.
IL NUOVO HUB. «Questa struttura è una testimonianza concreta di sinergia», sottolinea il commissario per l’emergenza sanitaria, «averla messa a disposizione gratuitamente da parte dell’associazione nazionale costruttori edili è un bel segnale di collaborazione, come fanno anche forze di polizia e forze armate: lo Stato e le istituzioni ci sono e tutti insieme ne usciremo». Il commissario, affiancato da una folta rappresentanza di autorità, tra cui il manager dell’Asl Roberto Testa, il sindaco Pierluigi Biondi, il prefetto Cinzia Torraco, il questore Gennaro Capoluongo e gli assessori regionali Nicoletta Verì e Guido Quintino Liris, nonché il presidente dell’Ance Adolfo Cicchetti, annuncia il potenziamento delle unità mobili di vaccinazione organizzate dall’Esercito. «Da lunedì arriveranno altre tre squadre», spiega, «andranno anche nelle cittadine più piccole in queste belle montagne per fare attività di massa». L’appello alla popolazione è di non esitare. «I vaccini vanno utilizzati tutti, dobbiamo aver fiducia nella scienza», conclude Figliuolo, «perché gli effetti collaterali sono infinitesimi rispetto alle conseguenze che può avere il virus per le categorie fragili».
MODELLO L’AQUILA. Curcio sottolinea il suo stretto legame con la città nato nell’emergenza post-sisma. «Per me venire qui è sempre una grande emozione», confessa, «L’Aquila ha visto la mia crescita professionale e umana». II capoluogo, per il dirigente nazionale della Protezione civile, parla di un modello frutto dell’esperienza del passato. «Basti vedere com’è organizzato questo centro, espressione di un territorio che si mette insieme per cercare di venirne fuori», afferma, «un plauso va all’organizzazione, a coloro che stanno dando il loro tempo in modo volontario: non è scontato e L’Aquila ne è da sempre esempio». Nonostante siano passati dodici anni, il passo tra l’emergenza terremoto e la pandemia è breve. «Qui sappiamo cosa significa perdere 300 vite in un giorno», conclude Curcio, «andiamo con fiducia verso vaccinazioni, lasciamoci guidare dalla scienza, ma teniamo sempre alta l’attenzione sui comportamenti».
L’AREA INTERNA. Più che i complimenti per il polo vaccinale a Biondi interessa l’arrivo sul territorio aquilano di una seconda unità mobile di vaccinazione. «Il potenziamento dei team dell’Esercito, che avevo chiesto affinché la campagna di immunizzazione fosse ottimizzata soprattutto nei centri montani, e nelle aree marginali del territorio e il miglioramento delle attività a domicilio per utenti intrasportabili o con limitatissime possibilità di movimento», evidenzia, «testimoniano nel migliore dei modi la capacità dello Stato di non lasciare indietro nessuno nella battaglia al coronavirus». Il primo cittadino pone in risalto l’ulteriore rafforzamento della campagna di vaccinazione prefigurato da Figliuolo, rilevando che «si sta portando avanti un grande sforzo, per il quale il contributo degli amministratori e degli enti locali è determinante». Di questo passo, a detta di Biondi, «arriveremo all’immunizzazione di massa prima di scadenza prevista». Per Biondi al fianco delle vaccinazioni devono continuare a viaggiare gli screening preventivi. «Abbiamo già testato 35mila cittadini», osserva, «e proseguiremo con l’ulteriore campagna prevista».
LA REGIONE. Per Liris la visita di Figliuolo e Curcio «testimonia la grande vicinanza all’Abruzzo e alla provincia dell’Aquila in particolare». Il commissario e il capo della Protezione civile, secondo l’assessore, «hanno potuto toccare con mano l’imponente organizzazione che si sta mettendo in piedi per raggiungere percentuali elevate di vaccinazioni nel più breve tempo possibile».
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