L’Aquila rivuole l’adunata nazionale alpini

29 Novembre 2019

Pronta una richiesta per l’edizione del 2026 (la numero 99), 11 anni dopo quella memorabile del 2015 

L’AQUILA. L’Aquila chiederà di avere nel 2026 la 99ª edizione dell’Adunata nazionale degli alpini, 11 anni dopo quella del 2015 passata ormai alla storia cittadina come l’evento che più di altri ha segnato il percorso di rinascita della città post-terremoto 2009. A confermare che si sta lavorando per raggiungere tale obiettivo è stato il presidente dell'Associazione nazionale alpini Abruzzi Pietro D’Alfonso nel corso del suo intervento all’Auditorium Bper in occasione della presentazione del libro “Il fuoco sotto la cenere, l’onda della solidarietà”. Il volume, edito da One group, è stato voluto dal Comitato organizzatore del IV Raduno “Ricordando il battaglione Alpini L’Aquila” che si è svolto nel settembre scorso. All’incontro hanno partecipato fra gli altri Massimo Alesii, che ha curato la comunicazione del IV Raduno, Gian Paolo de Rubeis, presidente del Comitato organizzatore, Fulgo Graziosi, direttore del periodico “L’Alpino d’Abruzzo” e Fernando Vaccarelli che ha curato il volume. Il ricavato della vendita della pubblicazione sarà devoluto in beneficenza, andrà infatti a una ragazza di Ortolano affetta da una grave malattia e bisognosa di cure e assistenza.
L’Adunata nazionale 2026, se verrà concessa, sarà per L’Aquila un modo per mostrare a tutti una città che si spera quasi totalmente ricostruita. Il numero 99 è poi per il capoluogo d’Abruzzo una sorta di marchio di fabbrica che rafforzerà il significato simbolico della partecipazione, potenziale, di centinaia di migliaia di penne nere. Il volume presentato ieri pomeriggio racconta nei dettagli, e in maniera chiara, la grande macchina della solidarietà che si mise in moto la mattina del 6 aprile del 2009. È stato stimato che in quei mesi giunsero all’Aquila da tutta Italia circa 70.000 volontari per un totale di più di 730.000 giornate di presenze individuali. La presentazione del libro è stata preceduta da un momento molto toccante. È stato proiettato un video, inedito, realizzato la notte del sei aprile 2009, pochi minuti dopo la scossa, da Gianfranco Sciarra, assicuratore, giornalista, politico deceduto nel giugno 2017 a 72 anni. Sciarra, con la sua telecamera, documentò la situazione di varie zone della città e i primissimi soccorsi. Il pubblico in sala ha visto e ascoltato i volti e le voci di quella notte in “religioso” e commosso silenzio.
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