LA VERTENZA

L'Aquila, scattano i licenziamenti alla Edimo

In 35 a casa per la chiusura della holding del gruppo, i sindacati accusano la politica di immobilismo

L’AQUILA. Il temuto effetto domino fa licenziare 35 persone. Dopo il fallimento della Edimo spa e l’istanza di concordato preventivo per la Taddei spa e la Em969, chiude definitivamente i battenti la quarta azienda della famiglia Taddei, la Edimo holding, e arriva il licenziamento collettivo di tutto il personale.

Il provvedimento è stato comunicato ai sindacati dal patron Carlo Taddei nel tardo pomeriggio di ieri: non c’è più lavoro per l’impresa che erogava i servizi all’intero gruppo industriale. E per i 35 lavoratori non ci sono alternative al licenziamento. Una mazzata, che era però nell’aria: a maggio scadeva la cassa integrazione in deroga, di cui la Edimo holding stava già usufruendo e il destino dell’azienda era inevitabilmente legato a quello delle consorelle. Con l’entrata in vigore del Jobs Act, i 35 addetti licenziati, che operavano nel settore del commercio, potranno usufruire, per 24 mesi, del nuovo ammortizzatore sociale denominato naspi.

«Purtroppo avevamo lanciato l’allarme qualche settimana fa», spiegano Clara Ciuca della Uilm e Salvatore Callipo della Uil-Tucs, «e i nostri timori si sono rivelati purtroppo fondati. Questa è la prima, gravissima, conseguenza del disastro che ha colpito il gruppo Edimo. È arrivato il tracollo per la Edimo holding, che erogava i servizi alle altre tre aziende. L’amministratore delegato Carlo Taddei ci ha comunicato il licenziamento collettivo: altre 35 persone, altri 35 giovani aquilani che si ritrovano in mezzo alla strada, nell’immobilismo totale della politica, buona solo a fare passerelle. Chiederemo immediatamente un incontro, per verificare la situazione e il ricorso agli ammortizzatori sociali. E nella prossime assemblee con il personale del gruppo Edimo saranno valutate anche possibili azioni di protesta».

La reazione a catena è stata scatenata dalla decisione del tribunale di Roma di dichiarare, lo scorso 19 febbraio, il fallimento per la Edimo spa, specializzata in carpenteria e prefabbricati, dove lavoravano 112 persone, per le quali il curatore fallimentare Luigi Labonia ha richiesto la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, in attesa della eventuale ricollocazione (ma si parla di una trentina di persone) nella Temar srl, appena fondata dai manager del gruppo Taddei. Alcuni lavoratori, se il giudice acconsentirà, sceglieranno la mobilità volontaria, per ricollocarsi in altre realtà industriali.

Per la Taddei spa e la Em969 è stata, invece, accolta l’istanza di concordato preventivo, con la nomina del curatore fallimentare Sergio Saccomandi. Resta altissima anche la preoccupazione per l’indotto e in particolare per le 31 aziende del territorio, che lavorano in subappalto o forniscono materiali alla Edimo.

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