L’Aquila spietata, a San Pelino ne fa sette

Calcio, nel recupero di Prima categoria il bomber Maisto mette a segno la seconda tripletta di fila. Ed è la 18ª vittoria consecutiva
AVEZZANO. Contro una simile corazzata, non ce n’è per nessuno. Ma questa volta la capolista ha davvero esagerato, spingendo sull’acceleratore contro un avversario che ormai si era arreso già in avvio del secondo tempo, quando Maisto ha messo a segno la rete dello 0-3. È la 18ª vittoria consecutiva per L’Aquila, che allunga il record.
Troppo incompleto il San Pelino per pensare di poter fronteggiare un simile avversario, e per evitare la goleada, alla fine non è stata sufficiente neppure la buona volontà. Cappellacci temeva questo recupero del girone A di Prima categoria, arrivato dopo due rinvii; lo temeva perché i marsicani vantavano una delle difese meno perforate del girone e sul proprio campo erano sempre riusciti a farsi rispettare. Ma la prima rete dell’imprendibile Pizzola, messa a segno dopo soli 4’, ha di fatto incanalato il match esattamente come il tecnico rossoblù aveva sperato. Nella circostanza il San Pelino ha reclamato per un fuorigioco; ma come ha onestamente ammesso Peppe Cerone a fine gara, la capolista avrebbe comunque vinto. Bravo quindi Pizzola a eludere la linea difensiva locale e a confezionare il pallonetto vincente, che infonde ai rossoblù ulteriore determinazione, tanto che la palla staziona stabilmente nella metà campo dei padroni di casa e per Pisotta il lavoro non manca. L’estremo locale deve uscire di pugno al 23’ per fermare Maisto, ma deve arrendersi al 27’ alla bella girata al volo di Pizzola, che finalizza un invito dello stesso Maisto. E poi la goleada del secondo tempo, iniziata al 5’ dopo che Pisotta riesce a ribattere col corpo un destro a colpo sicuro di Catalli, ma non quello di Maisto, che insacca a porta vuota. A questo punto Cappellacci tira fuori Catalli, inserisce Campagna in terza linea e avanza Zanon a centrocampo, così che la manovra rossoblù diventa ancora più concreta. Intanto il San Pelino incomincia a perdere i primi pezzi per infortunio e grazie anche alla fatica che annebbia i riflessi, i sostituti contribuiscono a rendere meno solida la diga difensiva, che nell’ultimo quarto d’ora mostra la corda di una tenuta che ormai non c’è più, così prima Di Norcia e poi ancora Maisto possono affondare impietosamente i colpi quasi senza trovare opposizione. All’appello manca ormai solo Arciprete, che però riesce comunque a timbrare in tempo il proprio cartellino. Sette gol a una delle migliori difese del girone, sono la conferma di una forza che nessun altro può vantare in questo girone.
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