L'Aquila, stop al Cas dal 31 marzo: ma è polemica

29 Marzo 2015

Il Comitato Fondo immobiliare terrà un incontro al Grand Hotel: "Non buttateci fuori, cerchiamo altre soluzioni"

L’AQUILA. Domani alle 12, al Grand Hotel della Villa, il Comitato dei cittadini residenti nel Fondo immobiliare diranno il loro «no» alla fine dell’assistenza onerosa alla popolazione. Centinaia di persone assistite con le tre forme di sostegno statale che hanno un costo per le casse pubbliche (Contributo per l’autonoma sistemazione, fondo immobiliare e affitto concordato) e che vedranno la fine martedì 31 marzo, stanno già da settimane organizzandosi per l’ennesimo cambiamento nelle loro vite e abitudini. La dead line si avvicina. Chi percepisce i soldi ogni fine del mese (ritardi permettendo) o chi vive in appartamenti del Fondo immobiliare o con affitto concordato dovrà trasferirsi negli alloggi delle new town.

È il risultato della politica di riduzione dei costi e razionalizzazione delle spese che ha messo in atto il Comune, su spinta precisa dei vari governi nazionali post-sisma. La cessazione delle “forme onerose” di assistenza alla popolazione è stata stabilita con una delibera di giunta del 27 febbraio scorso, i cittadini interessati devono andare negli uffici dell’Assistenza alla popolazione, in via Rocco Carabba, per perfezionare l’iter dell’assegnazione. «Il Comune ha deciso con una scelta univoca di sconvolgere la nostra vita», spiegano i cittadini del Comitato, «dopo sei anni in cui ci siamo stabilizzati adesso cambiare è dura. Ci sono anziani soli, famiglie con bambini. Per non parlare degli affitti a centinaia di euro che dovremo sostenere per conservare i mobili del nostri appartamenti (problema che riguarda, in particolare, gli assistiti tramite Fondo o in affitto, ndr)».

Intanto negli uffici dell’assistenza alla popolazione continua l’affluenza di persone che dovranno lasciare queste tre forme di sostegno e confluire nelle new town. Per permettere una rapida conclusione dell’iter di richiesta di alloggi post-sisma, gli uffici di via Rocco Carabba sono aperti tutti i giorni. In quelli di maggiore affluenza «ci sono file di centinaia di persone», spiegano i dipendenti del Comune, che cercano di ascoltare e risolvere le difficoltà degli assegnatari. «C’è la novantenne che ha bisogno di un alloggio nella periferia ovest della città», raccontano, «che cercheremo di accontentare in pochi mesi; ma ci sono anche le coppie che rifiutano di sistemarsi in un appartamento senza balcone». A esprimere malumore sono, invece, quegli aquilani che dovrebbero rientrare nelle loro case ristrutturate fra pochi mesi e che saranno costretti ad affrontare due traslochi (e i relativi costi). Insomma, sono tante le problematiche. «Il diritto all’assistenza», spiega l’assessore Fabio Pelini, «è garantito qualora si dovesse andare oltre il 31 marzo».

A oggi le persone assistite con il Cas sono 1.030 (613 nuclei). Ammonta a oltre 500mila euro la somma recuperata dal Comune per il Cas non dovuto. Risorse pubbliche che saranno restituite alla Protezione civile.

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