L’architetto rapinato e picchiato è tornato in Abruzzo per le cure

23 Febbraio 2022

Ieri mattina l’atterraggio a Fiumicino. Poi il trasferimento in ambulanza al San Salvatore dell’Aquila Il 29enne originario della Marsica accompagnato dai genitori. Aiuti possibili con una raccolta fondi

AVEZZANO. È tornato in Italia Josè Maria Venturi, l’architetto 29enne originario di Avezzano brutalmente aggredito in Perù da un gruppo di banditi che si era introdotto di notte nella sua abitazione probabilmente per rubare soldi o oggetti di valore. Il giovane professionista era stato colpito alla testa con un mazza da baseball restando gravemente ferito. Ieri mattina l’architetto è atterrato a Fiumicino con un volo di linea e da qui è stato trasferito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila per proseguire in Italia le cure mediche necessarie.
LA GARA DI SOLIDARIETà
Per Josè Maria si era mobilitata tutta la Marsica. Il papà Fabio Venturi, anche lui architetto, è originario della frazione di Paterno. Circa 25 anni fa il marsicano si è stabilito in Sudamerica insieme alla moglie peruviana Sonia Monica Villanueva Rodriguez e al figlio Josè Maria che all’epoca aveva 4 anni. A Paterno vive la zia del ragazzo, Laura, che ieri mattina si è precipitata in aeroporto per riabbracciare i suoi familiari. «Grazie a tanta solidarietà siamo riusciti a riportarlo in Italia», ha commenta emozionata. In Perù le cure sanitarie sono a carico del cittadino e hanno costi esorbitanti che la famiglia non era più in grado di poter sostenere. Una sacca di sangue può arrivare a costare fino a 500 dollari. Per questo i genitori del giovane, brutalmente pestato, avevano espresso il desiderio di riportarlo in Italia e assicuragli le migliore cure mediche. Un’impresa non facile visto che un volo sanitario privato sarebbe costato tra gli 80 e 100 mila euro, mentre per salire su un volo di linea il ragazzo avrebbe dovuto attendere il parere favorevole dei medici peruviani legato alle sue condizioni di salute per affrontare il lungo viaggio. La notizia dell’aggressione di Josè Maria Venturi aveva suscitato tanta apprensione nella Marsica dove la famiglia, in questi anni, è tornata spesso per trascorrere le vacanze o far visita ai parenti. E proprio dalla Marsica era subito partita una gara di solidarietà che ha visto in prima linea le pro loco di Avezzano e Paterno. Alla somma raccolta dalle associazioni si sono poi unite numerose donazioni effettuate dai cittadini alla zia del ragazzo che vive a Paterno. Alla fine dopo giorni di trepidante attesa i medici dell’ospedale di Piura hanno deciso per le dimissioni e dato il parere favorevole al lungo viaggio in aereo. Dopo aver lasciato l’ospedale peruviano, il giovane si è diretto nella capitale Lima. Ci sono volute 12 ore in aereo per arrivare in Italia. Per il ragazzo si è mobilitato anche il Comune di Avezzano con l’assessore Maria Teresa Colizza giunta a Fiumicino a bordo di un mezzo della Croce rossa sul quale il 29enne è stato trasferito al San Salvatore dell’Aquila.
«Ora i genitori sono più tranquilli», ha concluso la zia Laura, «sono ancora provati dai tanti giorni trascorsi in ospedale e dal lungo viaggio, ma più tranquilli per essere tornati in Italia».
Al San Salvatore dell’Aquila l’architetto sarà sottoposto ad una serie di controlli, probabilmente dovrà affrontare degli interventi per le fratture al cranio e al volto provocate dall’aggressione.
L’AGGRESSIONE
Mentre dormiva, un gruppo di banditi ha fatto irruzione nella sua casa. Forse il ragazzo è stato svegliato dai rumori. È in quel momento che i malviventi si sono scagliati contro di lui con inaudita violenza. È stato colpito al volto e alla testa. L’aggressione si è consumata vicino alla città di Piura, qui l’architetto stava lavorando alla costruzione di un villaggio turistico. Il giovane collabora con il padre Fabio. Josè Maria è stato portato in condizioni disperate in ospedale dove ha lottato tra la vita e la morte. Al suo risveglio dal coma farmacologico i medici peruviani avevano purtroppo riscontrato seri problemi a un occhio che potrebbero compromettere la vista, oltre a fratture.
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