«L’edificio non può ospitare alunni»

Relazione comunale invita a destinare ad altri usi la Corradini-Fermi-Mazzini La paura per 1.120 bambini e insegnanti. Ma oggi riprendono le lezioni
AVEZZANO. La scuola Corradini-Fermi-Mazzini è nel centro di Avezzano dal 1930 e attualmente è al centro di una polemica. Ottantasei anni dopo, la vulnerabilità dell’edificio in caso di terremoto accompagna un dibattito intriso da paura. Il dibattito è sulle relazioni che riguardano la sicurezza della struttura: emergono troppe discordanze per stabilire con esattezza se il complesso del Ventennio fascista è sicuro. La paura riguarda le 1.120 persone – la maggior parte bambini di elementari e medie – che abitualmente frequentano l’edificio progettato nel 1922 e ultimato appunto nel 1930.
Il terremoto di Amatrice del 24 agosto aveva allarmato i genitori, scatenando polemiche e proteste. La scossa di domenica mattina ha fatto ripiombare nel panico centinaia di famiglie. Oggi si torna regolarmente in classe perché «i tecnici comunali e la Protezione civile hanno effettuato i sopralluoghi di verifica degli edifici scolastici, rilevando l’assenza di fenomeni fessurativi e capillari riferibili ad eventi sismici». Questa l’ultima, rassicurante nota del Comune sugli edifici scolastici in città.
Ma qual è la verità? Il Centro è entrato in possesso delle relazioni che riguardano lo stato di sicurezza delle Corradini-Fermi-Mazzini, volute dall’amministrazione comunale e firmate entrambe dall’ingegnere Carlo Caroli. Nella prima, datata novembre 2012, si evidenzia che «l’edificio in modo non globale ha un comportamento non sufficiente ai fini sismici e rispetto agli stati limite... e la portata delle fondazioni manifesta carenze strutturali per quanto possibile da eliminare, tenuto conto del fatto che l’edificio è soggetto a vincolo storico paesaggistico ambientale. Va pertanto perseguito il miglioramento sismico della struttura».
La relazione evidenza che «sta all’amministrazione valutare la possibilità del recupero dell’edificio per destinazioni differenti dall’uso scolastico e valutare l’ipotesi di realizzazione di una nuova scuola in zona differente».
A questa relazione si aggiunge un documento del 19 giugno 2014 dove si evidenziava un coefficiente di vulnerabilità dell’edificio pari a 0.149, ben al di sotto dello 0.20 previsto dalla normativa. Il fattore di sicurezza al limite di salvaguardia della vita è di 0.33.
All’indomani del sisma di Amatrice e della protesta dei genitori è spuntata una nuova relazione, sempre a firma dell’ingegner Caroli. Il fattore di sicurezza al limite di salvaguardia della vita è sceso da 0.33 a 0.31. Ma 0.31 è anche il nuovo coefficiente di vulnerabilità (rispetto a 0.149). Inoltre, nelle considerazioni conclusive a pagina 4 della nuova relazione le verifiche per azioni non sismiche risultano non soddisfatte, malgrado vi sia una circolare del 2 febbraio 2009 numero 617 (istruzioni per l’applicazione delle “nuove norme tecniche per la costruzione”) che recita testualmente: «Nel caso in cui le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo, ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio non siano soddisfatte, l’intervento deve essere necessario e improcrastinabile».
Ma perché l’indice di vulnerabilità è cambiato? Va fatto un passo indietro. Il 7 settembre scorso, come da verbale, i tecnici dell’Enea Paolo Clemente e Giovanni Bongiovanni hanno suggerito di rivedere i parametri che riguardano la «definizione del tipo di sottosuolo» e la «revisione di alcuni coefficienti». E così è stato fatto. Cambiati i parametri è cambiato il coefficiente ed è arrivata l’altra relazione. Al termine della verifica, poi, l’amministrazione comunale ha ricordato che si sta già procedendo alla costruzione della nuova sede scolastica: l’appalto da 7,2 milioni è in corso di aggiudicazione e prevede la costruzione di un nuovo edificio in via Puglie (ex deposito Scav). Tanto basterebbe a seminare dubbi fra i genitori. Ma c’è dell’altro. Prima dell’ultima relazione – 2 settembre 2016 – il dirigente comunale Francesco Di Stefano, con una nota al preside dell’istituto Fermi-Mazzini rettifica il protocollo del 18 marzo 2015 dove era «erroneamente indicato l’indice di vulnerabilità pari a 0.0149» e precisa che «l’indice corretto è pari a 0.149».
Non più 0.31, dunque. Numeri discordanti e una sola domanda: i bimbi possono andare tranquillamente a scuola? Abbiamo provato a contattare lo staff del sindaco Gianni Di Pangrazio, che ci ha dirottato su un dirigente comunale. «Nessuno dirà se l’edificio è sicuro o non sicuro», risponde l’architetto Sergio Pepe, dirigente del Comune, «l’edificio rispetta i criteri minimi per essere utilizzato. Per legge, il complesso in questione rispetta le norme dell’epoca di costruzione e queste sono condizione sufficiente per il rilascio dell’agibilità. Cosa accadrebbe se dovesse arrivare una scossa come quella di domenica? Nessuno lo sa. Le mamme le ricevo tutti i giorni e queste cose le ho dette anche a loro». Avezzano aspetta le nuove scuole con i 22 milioni complessivi stanziati dalla giunta, ma non si sa quanto ci vorrà per realizzare moderne strutture antisismiche. E da stamattina in 1.120 tornano a frequentare la Mazzini-Corradini-Fermi.
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