L’isola pedonale scatena la protesta dei negozianti

24 Gennaio 2016

I commercianti si preparano a una battaglia legale contro la chiusura del centro Verrecchia (Ncd) al Comune: la sentenza del Tar riguarda solo corso della Libertà

AVEZZANO. L’isola pedonale permanente non va giù ai commercianti che si rivolgono a dei legali per capire se ci sia il modo per bloccare la sentenza del Tar. Intanto il coordinatore del Nuovo centrodestra, Massimo Verrecchia, si scaglia contro l’amministrazione comunale: «Sono quattro anni che amministrate ma solo oggi parlate di trovare soluzioni alternative». La decisione del Tribunale amministrativo regionale di chiudere una parte del centro di Avezzano, poi individuata nella “Crocetta”, per i proprietari delle attività commerciali potrebbe sancire la morte definitiva del tessuto economico della città. Per questo, da un lato hanno dato la loro disponibilità all’amministrazione per trovare soluzioni alternative, dall’altro, invece, hanno impugnato la sentenza del Tar e si sono rivolti a un legale per capire come poter intervenire per bloccare l’iter. La chiusura al traffico della “Crocetta” è ormai imminente. Dal primo febbraio le strade del centro città verranno chiuse con una conseguente rivoluzione della viabilità e dei servizi pubblici.

«Sarebbe bene che il sindaco Gianni Di Pangrazio si esponesse in prima persona, senza intermediari allo sbaraglio, e fornisse pubblicamente la sentenza che prevede l’applicazione della pedonalizzazione delle vie del centro cittadino», ha commentato Verrecchia, «esiste formalmente solo una sentenza del Tar che riguarda la delibera di giunta comunale numero 180 del 2009 che prevede la pedonalizzazione di corso della Libertà e non certamente delle strade della “Crocetta”. Quindi, l’obbligo riguarda soltanto corso della Libertà tanto che, l’eventuale commissario ad acta non potrebbe che limitarsi a dare seguito alla pedonalizzazione esclusivamente di questa strada. La delibera del 2011 può essere assolutamente revocata da questa amministrazione se solo lo volesse. Ci troviamo di fronte a una giunta che vuole chiudere le strade facendo credere alla cittadinanza che tutto ciò deriva da un obbligo imposto da una sentenza». Verrecchia si è chiesto anche chi pagherà i lavori per la pedonalizzazione. «Si è parlato di una possibile chiusura provvisoria di quelle strade», ha concluso il coordinatore del Ncd, «con dei lavori per circa 300 mila euro. Chi restituirà alle casse comunali quella somma, qualora dovessero poi tornare indietro nella decisione e riaprirla al traffico?».

Eleonora Berardinetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA