«L’ospedale risponde in pieno alle esigenze degli utenti»

1 Novembre 2017

Il manager Asl Tordera dice la sua intervenendo in aula: certo, sappiamo che manca il personale Escluso che il presidio medico di Sulmona possa essere riclassificato nel ruolo di primo livello

SULMONA. Niente ospedale di primo livello, «non è nelle mie competenze, ma un ospedale che risponda alle esigenze del territorio garantendo sicurezza e salute ai cittadini». Intervenendo in un partecipato consiglio comunale sulla situazione della sanità nella provincia dell’Aquila, e in particolare su quella dell’ospedale di Sulmona, il manager dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila Rinaldo Tordera ha spento sul nascere le velleità dei consiglieri comunali di riclassificazione dell’ospedale peligno rispondendo al fuoco di fila di domande arrivato soprattutto dai banchi dell’opposizione. «Non fermiamoci alle etichette, tra ospedale di primo livello e ospedale di base», ha detto Tordera. «Non esiste differenza tra l’ospedale di Sulmona prima della riforma del piano sanitario e l’ospedale di Sulmona di oggi. Esiste solo una differenza tra gli interpreti. Molti se ne sono andati e altri non fanno abbastanza per tutelare l’immagine dell’ospedale. Mettiamoci a riflettere sui perché. La cosa più importante è tutelare le esigenze di sicurezza e la salute dei cittadini assicurando trattamenti sanitari eguali per tutti e oggi non è più pensabile che si possa avere tutte le specializzazioni mediche sotto casa». Sul punto nascita il direttore generale ha parlato di dati incoraggianti. «Fino alla giornata di ieri i parti nell’ospedale di Sulmona sono stati 226, con un sensibile incremento, rispetto allo scorso anno, quando il numero dei parti è stato di 206 e rispetto al 2015, quando i parti sono stati 195», ha proseguito Tordera, ponendo però in evidenza il ridotto tasso di occupazione dei posti letto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. «L’ospedale, poi, non è fatto solo di strutture ma soprattutto dei medici che vi lavorano e sono loro, insieme agli altri operatori sanitari, che devono credere nel loro ospedale per non far passare messaggi sbagliati». Parlando della carenza di personale Tordera ha ammesso l’esistenza del problema. «Sappiamo che manca il personale, ma c’è anche chi non lavora a pieno regime e chi non rende al 100% per le limitazioni previste dalla legge. In 737 hanno prescrizioni o usufruiscono della legge 104 e si assentano tre giorni la settimana dal posto di lavoro creando dei problemi al buon andamento dei reparti».
In apertura della seduta si è insediata come nuovo consigliere comunale Antonella D'Antino Settevendemmie, che ha preso il posto del dimissionario Alessandro Pantaleo. La seduta è poi iniziata con il primo punto all’ordine del giorno davanti a un folto pubblico intervenuto in più occasioni a manifestare il proprio disappunto sulla questione della bretella ferroviaria di Santa Rufina. Proteste che la minoranza ha fatto subito sue chiedendo all’amministrazione comunale e alla maggioranza un atteggiamento di risoluta contrarietà al progetto, che per ora è conosciuto solo nelle sue linee di massima. Il sindaco ha rassicurato il consiglio comunale di aver scritto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e all’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, affinché il progetto di bretella sia occasione di rilancio concreto e non di penalizzazione della stazione ferroviaria di Sulmona. «Ho chiesto a presidente e amministratore delegato un potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Sulmona e Roma-Pescara e tra Sulmona e L’Aquila, mentre ho appreso che altri progetti prevedono l’impegno di fondi per 12 milioni di euro circa a beneficio della stazione di Sulmona, oltre agli investimenti già previsti per la realizzazione della bretella, che saranno anche fonte di lavoro per le imprese», ha concluso il sindaco. Il consiglio è quindi proseguito con gli altri punti all’ordine del giorno prima di chiudere con la proposta di rinvio della seduta a venerdì prossimo.
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