La Bonanni: ricostruzione una priorità assoluta

18 Marzo 2017

L’aspirante prima cittadina detta l’agenda: il nostro movimento ha progetti seri Il mio grande tema è la qualità della vita che all’Aquila è purtroppo bassissima

L’AQUILA. Il prossimo sindaco? Potrebbe essere donna. Annalucia Bonanni, 55 anni, insegnante, da sempre impegnata nel sociale, è uno dei nomi in pole position nel Movimento civico ideato da “Appello per L’Aquila” e “L’Aquila che vogliamo”. Battagliera, volitiva, un amore viscerale per la sua città e per gli animali, si è distinta per la lotta alla sicurezza nelle scuole, scendendo in piazza insieme ai ragazzi. La sua candidatura incarnerebbe un doppio rinnovamento: di genere e di ideali civici, con una netta rottura rispetto al passato.

Quando è iniziato il suo impegno politico e sociale?

«Nel 1997, con la prima esperienza da consigliere comunale, eletta da indipendente con i Democratici di sinistra. Per anni sono stata responsabile per L’Aquila della Lega antivivisezione (Lav) e candidata alle ultime elezioni europee, con una lista civica. Da sempre impegnata nel sociale».

È pronta a scendere nuovamente in campo?

«Il sisma ha rappresentato per tutti noi uno spartiacque. Ho iniziato a collaborare con il Comitato 3.32 e dalle grandi mobilitazioni è nato il percorso “Appello per L’Aquila”, di cui faccio parte. Penso che chi si impegna per la collettività abbia il diritto-dovere di mettersi al servizio delle istituzioni».

Il suo nome compare tra i favoriti per la candidatura a sindaco.

«È un grande attestato di stima per il lavoro svolto in questi anni. Sarà l’intera coalizione, che stiamo costruendo e a cui hanno aderito movimenti civici, forze politiche, singoli cittadini, a indicare il candidato. Anche Rifondazione comunista ha mostrato un interesse verso il nostro progetto. Stiamo tessendo un percorso che porterà alla definizione del programma e dei grandi temi di confronto».

Qualche anticipazione?

«La ricostruzione delle scuole. Una battaglia avviata da tempo e tornata di prepotente attualità. I nostri ragazzi devono poter frequentare edifici sicuri. Tra le priorità citerei anche il lavoro: la ricostruzione può diventare il motore economico della ripresa della città».

Da dove ripartirebbe?

«Dalla sicurezza, dall’occupazione e dai servizi. Il mio grande tema è la qualità della vita che, all’Aquila, è bassissima: mancano trasporti adeguati, asili, scuole, piste ciclabili, parchi, spazi sociali, luoghi di ritrovo per i giovani».

Come percepiscono i suoi studenti la città in cui vivono?

«I ragazzi stanno crescendo in un contesto che, paradossalmente, per loro è naturale. Alcuni non hanno mai visto una scuola in muratura, erano piccoli nel 2009. Tutto questo dà una percezione distorta della realtà».

Da donna, con quale visione amministrerebbe la città?

«Su 32 consiglieri solo una è donna. Chi governa sceglie anche per noi. È opportuno che ci sia un riequilibrio di genere, con una visione più vicina alle esigenze e alle tematiche femminili».

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