La Bper non rinnova i contratti a 29 lavoratori

La Cisl lancia l’allarme: «Scelta che rallenterà le pratiche per la ricostruzione» Dal 2013 sono stati tagliati all’Aquila 65 posti. Chiesto l’intervento del sindaco
L’AQUILA. Un intervento delle istituzioni locali, e in particolare del sindaco Pierluigi Biondi, per arginare quella che viene definita un’operazione di impoverimento del territorio. Lo chiede la Cisl, condannando la decisione della Bper, che ha incorporato l’ex Carispaq, di non rinnovare i contratti di 29 lavoratori interinali in servizio nelle filiali abruzzesi della banca. Un'ulteriore perdita di posti di lavoro, che va ad aggiungersi agli 80 che l’istituto di credito emiliano ha già tagliato dal 2013, di cui 65 all’Aquila. Il timore espresso dal sindacato è che il prossimo passo sia la chiusura di alcune filiali: «Il 30 dicembre 2017 scadranno, e non saranno rinnovati», spiegano Giulio Olivieri, segretario regionale First Cisl, e Paolo Sangermano, responsabile Cisl L’Aquila, «i contratti di 29 lavoratori interinali in servizio nelle filiali Bper abruzzesi. Un'operazione che va nella direzione di un ulteriore impoverimento del territorio, sia sul piano della qualità e dei servizi bancari, che su quello occupazionale». I due sindacalisti ricordano come «dall'incorporazione dell'ex Carispaq in Bper, avvenuta a giugno 2013, il territorio ha perso circa 80 posti di lavoro, di cui 65 all'Aquila. L'ulteriore perdita di 29 unità in Abruzzo si inquadra nel già denunciato intervento di depotenziamento della rete bancaria riconducibile all'ex Carispaq, un tempo punto di riferimento assoluto dell'economia regionale e provinciale», sostengono Olivieri e Sangermano,«e il timore espresso è che le conseguenze dirette di tale scelte possano portare, in un immediato futuro, alla chiusura di alcune filiali, già fortemente svuotate di funzioni e servizi. A ciò si aggiunge», proseguono i sindacalisti Cisl, «l'annunciato trasferimento a Modena dell'ufficio ricostruzione Bper che, dal 2009 ad oggi, ha gestito buona parte delle pratiche relative all'erogazione dei finanziamenti per la ristrutturazione degli edifici danneggiati». Il personale attualmente in servizio all'ufficio ricostruzione, in tutto cinque unità altamente specializzate, dovrà essere riconvertito e ricollocato. «Una scelta», sottolineano Olivieri e Sangermano, «che rischia di creare disservizi e distanza tra la popolazione e le istituzioni interessate dagli eventi sismici del 2009 e dalla ricostruzione e una struttura bancaria da sempre cardine della gestione delle relative pratiche».
Viene dunque sollecitato l'intervento degli esponenti politici locali, a partire dal sindaco dell'Aquila, «affinché Bper non proceda velocemente nel già avviato depotenziamento della banca sul territorio aquilano».
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