La centrale a biogas fa infuriare i sindaci: sgarbo dalla Regione

COLLARMELE. Dure critiche dei Comuni e del Comitato civico alla Regione per il comportamento tenuto sulla vicenda dell’impianto a biogas. Ai sindaci di Collarmele (Tonino Mostacci), di San Benedetto...
COLLARMELE. Dure critiche dei Comuni e del Comitato civico alla Regione per il comportamento tenuto sulla vicenda dell’impianto a biogas. Ai sindaci di Collarmele (Tonino Mostacci), di San Benedetto dei Marsi (Quirino D’Orazio) e di Pescina (Stefano Iulianella), e alla rappresentante del Comitato, Noris Todisco, non è andata proprio giù che il documento con il quale la dirigente regionale, Iris Flacco, ha autorizzato la Biometano Energy a realizzare l’impianto per la produzione di metano nel territorio di Collarmele, sia stato inviato soltanto alla società. Tanto che nel corso di un incontro ristretto, tenutosi a Collarmele, hanno deciso di inviare al prefetto una nota per sottolineare la «mancanza di rispetto istituzionale da parte della Regione». «Dopo tre mesi di silenzio assordante», rileva Quirino D’Orazio, «veniamo a sapere dell’avvenuta autorizzazione da un comunicato emesso dalla Biomeytano Energy e riportato dai giornali. Il documento andava indirizzato anche ai tre Comuni interessati. Invece è già passata una settimana e ancora non vediamo nulla. Una caduta di stile inaccettabile».
«Consideriamo questa mancanza di informazione una scortesia istituzionale», gli fa eco Mostacci. Rincara la dose Stefano Iulianella: «Quello della Regione è stato un comportamento deplorevole, che ci lascia esterrefatti. Siamo arrabbiati».
Non è da meno la Todisco, portavoce del Comitato: «Ci sentiamo offesi e traditi dai nostri rappresentanti eletti nel consiglio regionale».
Più cauto è l’atteggiamento dei sindaci nei confronti dell’impianto che dovrebbe nascere. «Prima di decidere come muoverci», dicono in coro Mostacci, D’Orazio e Iulianella, «vogliamo leggere gli atti. Se da un attento esame dovesse risultare che delle criticità da noi evidenziate si sia tenuto poco conto, allora potrebbero esserci i presupposti per chiedere al Tar la sospensiva del provvedimento».
Nello stesso tempo, però, tornano a ribadire che sono pronti a confrontarsi con la Biometano Energy in un’assemblea pubblica. «Non ci sottraiamo al confronto con la società», assicurano i sindaci, «ma prima vogliamo conoscere le carte. È chiaro comunque che non intendiamo retrocedere di un millimetro dalle nostre posizioni. Qualora l’impianto non dovesse avere i requisiti da noi chiesti con forza, allora andremo fino in fondo».
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