«La circolare non ci spaventa»
I presidi della Valle Peligna: «Via dagli appalti chi offre servizi insoddisfacenti»
SULMONA. Le direttive che inaspriscono i controlli di presidi e professori durante le gite scolastiche non spaventano i dirigenti e gli insegnanti della Valle Peligna.
Anche la voce, inserita nella circolare inviata pochi giorni fa, per cui i professionisti della scuola debbano improvvisarsi meccanici e accertare le condizioni meccaniche del mezzo, non scoraggia gli insegnanti peligni.
«Noi siamo tenuti da sempre a controllare le ditte e gli autisti di cui ci serviamo nelle gite scolastiche per i nostri studenti», conferma il preside del polo scientifico tecnologico Massimo Di Paolo, «in più, in caso di insoddisfazione del servizio offerto, dobbiamo segnalarlo agli istituti competenti che poi provvedono ad escludere quella ditta dai successivi appalti. I controlli sono molto serrati da sempre, anche sui mezzi che accompagnano i nostri ragazzi».
Ora professori e presidi dovranno non solo controllare i ragazzi, ma anche i conducenti degli autobus e l’idoneità dei veicoli, prima di partire per una gita. «Le nostre scuole prestano da sempre attenzione a queste cose», aggiunge Caterina Fantauzzi, preside del Polo umanistico, «francamente la circolare non ci ha affatto colto impreparati. Anche sul controllo dell’autista e del mezzo, certo gli insegnanti non possono seguirlo nella privacy della sua camera, ma per tutti gli altri momenti in comune, pranzi e cene compresi, c’è un controllo. In più, ci facciamo spedire tutti i dati del mezzo per verificarne l’adeguatezza e nei nostri bandi mettiamo sempre l’uso di autobus nuovi».
Il problema risulta ancora meno sentito all’Istituto alberghiero di Roccaraso, diretto da Maria Paola De Angelis, dove ci sono un autista e un pulmino per le trasferte fuori porta dei ragazzi, che si esauriscono più che altro in una giornata.
Come conferma Fabiola Zurlo dell’ufficio amministrativo. «Il nostro autista è un dipendente interno, dunque viene sottoposto a visita periodica», spiega, «in più da sempre si chiedono i dati sul mezzo. Quindi, per noi, niente di nuovo».
Federica Pantano
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