La condanna dopo l’aggressione omofoba

Magliano, solidarietà sui social al ragazzo vittima dei balordi e dal sindaco Mariangela Amiconi: «Gli siamo vicini»
MAGLIANO DE’ MARSI. Un coro di disapprovazione e di condanna. L’aggressione subita e denunciata dal trentenne omosessuale di Magliano dei Marsi, che venerdì sera mentre usciva di casa, verso le 22,30, è stato raggiunto da una sassata alla gamba lanciata da cinque giovani in macchina mentre gridavano al suo indirizzo frasi omofobe e volgari, ha suscitato centinaia di reazioni di amici e cittadini che hanno invaso il profilo Facebook del giovane con frasi di solidarietà e di incitamento «a non mollare» e tenere duro nella sua personale battaglia contro ogni tipo di discriminazione e di violenza nei confronti degli omosessuali. Anche l’amministrazione comunale di Magliano dei Marsi, tramite il sindaco, Mariangela Amiconi, ha voluto far sentire la propria voce di solidarietà a sostegno del giovane che ha avuto il coraggio di denunciare l’aggressione subita. «La mia personale vicinanza e quella di tutta l’amministrazione comunale di Magliano dei Marsi nei confronti del giovane aggredito e dei suoi familiari», è stato il commento del sindaco, «va oltre le semplici parole di solidarietà. È opportuna una riflessione profonda su tali deprecabili manifestazioni di violenza, sia verbale che fisica, come l’aggressione denunciata dal nostro concittadino». L’avvocato Amiconi si dice anche colpita personalmente per l’episodio poiché «la comunità di Magliano non ha mai manifestato segni di intolleranza. Nel nostro paese», spiega, «le relazioni sociali scorrono tranquille. Avvenimenti di violenza, come il deplorevole fatto accaduto qualche sera fa a Magliano, non dovrebbero assolutamente trovare spazio e vanno censurati e stigmatizzati. Ho piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e confido che in breve tempo si possa fare chiarezza», conclude il sindaco. Intanto, sui social (Facebook e Twitter), prendendo spunto dall’aggressione, è partita una campagna contro l’omofobia. In particolare l’hashtag #omofobia#stop è stato retwittato moltissime volte con commenti di stigmatizzazione e di condanna delle discriminazioni sessuali. Sul fronte delle indagini i carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo, coordinati dal capitano Edoardo Commandè, dopo la denuncia presentata l’altro pomeriggio dal trentenne di Magliano dei Marsi, hanno iniziato le indagini per individuare la Fiat Punto, di colore nero, che si era appostata sotto l’abitazione del giovane con l’obiettivo di tendergli un agguato e colpirlo con un pezzo d asfalto, che subito dopo l’impatto con la gamba si è frantumato in molti pezzi. I carabinieri hanno cominciato a vagliare le macchine di quel tipo presenti nel paese, ma il gruppo di cinque persone - tutti giovani, secondo quanto denunciato - potrebbe essere arrivato da fuori. In questo caso le cose si complicherebbero poiché il denunciante non ha dato indicazioni ai carabinieri su possibili sospetti. Nella denuncia si afferma: «Posso dire con assoluta certezza che i cinque ragazzi da come parlavano erano sicuramente italiani e di queste zone e non avevano più di ventitré anni». Sulla vicenda ieri aveva preso posizione anche Leonardo Dongiovanni, presidente dell’Arcigay dell’Aquila, che aveva rivelato altri 10 episodi di violenza nella Marsica contro i gay.
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