La coppa del trionfo agli Europei fa il pienone a Castel di Sangro

7 Dicembre 2021

Giornata di festa per tifosi e appassionati di calcio con foto e selfie al trofeo vinto dalla Nazionale Ospiti d’onore il presidente delle Figc Gravina e l’allenatore Jaconi che portò i giallorossi in serie B

CASTEL DI SANGRO. Domenica di sport, emozioni e ricordi a Castel di Sangro nel segno del calcio. L’attesa era tanta e alla fine i tifosi e gli appassionati di pallone sono stati ripagati dalla gioia di vedere da vicino la coppa “Henry Delaunay”, proprio quella che i campioni della Nazionale di calcio hanno alzato l’estate scorsa dopo aver vinto il campionato d’Europa, ma anche di sentir parlare il mister Osvaldo Jaconi che 25 anni fa portò la squadra del Castel di Sangro in serie B. È stata una domenica da ricordare quella appena trascorsa per la comunità di Castel di Sangro che di buon mattino ha visto arrivare la coppa alzata allo stadio di Wembley da Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. La coppa è stata esposta nella sala degli Archi in piazza Plebiscito e in tanti si sono recati a vederla scattando foto ricordo e selfie. Pur essendo sistemata dentro una teca con dietro le immagini degli Azzurri, gli ammiratori sono stati ugualmente folgorati dalla sua imponenza e i più nostalgici sono rimasti a guardarla per diversi minuti. Un evento molto atteso dagli amanti del calcio che il Comune di Castel di Sangro, con il sindaco Angelo Caruso, ha voluto sostenere per dare lustro a Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana gioco calcio, artefice e protagonista al tempo stesso del recente successo agli Europei, e al mondo del calcio. Sempre domenica mattina è andato in scena in città anche un altro importante evento che ha richiamato gli amanti del calcio al teatro Tosti. L’occasione è stata la presentazione del libro “Il Comandante”, scritto dall’allenatore Jaconi con la collaborazione di Andrea Verdolini, che ha riportato alla memoria di tanti le avventure del Castel di Sangro e la scalata alla serie B che rimarrà impressa nella mente di tutto il “popolo giallorosso”. Proprio mister Jaconi ha ricordato l’importanza della passione che ha spinto un paese di poche migliaia di abitanti ad arrivare con la sua squadra in serie B e l’orgoglio di rivedere dopo 25 anni tanti amici e condividere con loro ricordi ed emozioni. «Abbiamo ricevuto tanto amore, la popolazione ci ha adottato, si viveva in una grande famiglia», ha ricordato Jaconi, «difficile in un’altra realtà fare una cosa di questo tipo. Tanto abbiamo dato, ma soprattutto tanto abbiamo ricevuto». Anche Gravina, che fu artefice dell’approdo del Castel di Sangro in serie B, ha ricordato quegli anni e quello che hanno rappresentato per l’intero territorio. «Abbiamo lavorato tantissimo», ha spiegato, «e siamo riusciti a centrare un risultato eccezionale. Chi lo ha definito miracolo, un evento dovuto al fato, ha detto una grande verità, ma ha dimenticato quanti sacrifici sono stati compiuti per tagliare quel traguardo». (e.b.)
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