AVEZZANO

«Pugnalata da un estraneo per 50 euro», la vittima dà una nuova versione sull’aggressione

16 Maggio 2026

Questo è ciò che afferma la donna sui social. E intanto l’indagato respinge le accuse durante l’interrogatorio: «L’ho trovata a terra già ferita. E sono stato io a chiamare i soccorsi»

AVEZZANO. Il caso del tentato omicidio per accoltellamento si fa sempre più complesso. Quanto emerso nelle ultime ore ha rimesso in discussione la ricostruzione iniziale fatta dalla Procura e lo scenario giudiziario a carico di uno straniero 37enne residente in un comune della Marsica, rinchiuso in carcere per l’aggressione armata alla compagna italiana 35enne della scorsa settimana. Ieri, in caserma, si è tenuto l’interrogatorio dell’uomo, assistito dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. In quella sede ha respinto ogni accusa, fornendo una ricostruzione dei fatti diversa rispetto a quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare. «Non sono stato io ad accoltellarla. Sono arrivato dopo. L’ho trovata a terra ferita e l’ho soccorsa. Ho chiamato io il 118», ha dichiarato al giudice. Versione confermata dal padre e dalla sorella della vittima, anche loro ascoltati ieri. Il quadro indiziario, già complesso, si è inoltre arricchito di un elemento che introduce un vero e proprio “giallo” investigativo. Sul profilo social del padre della donna è apparso un post - depositato agli atti dalla difesa - a firma della stessa, attualmente ricoverata all’ospedale di Teramo, in ragione delle gravi lesioni riportate.

Nel testo, la donna scagiona apertamente l’indagato: «Ciò che mi è accaduto non è colpa del mio ragazzo». A quel punto la narrazione prosegue descrivendo un’aggressione brutale avvenuta in strada, mentre si recava a comprare le sigarette. Secondo quanto scritto, un uomo sopraggiunto alla guida della sua auto, l’avrebbe avvicinata e provocata. Poi avrebbe estratto il coltello e sferrato un fendente al torace. Infine l’avrebbe rapinata di 50 euro. In attesa che la donna possa essere ascoltata dagli inquirenti, la versione dei fatti esposta sui social ha trovato piena corrispondenza nelle deposizioni del padre e della sorella della vittima. Entrambi i testimoni, ascoltati dalle forze dell'ordine, hanno confermato la medesima dinamica, descrivendo l’aggressore come un uomo alto a bordo di una piccola utilitaria. Se questa versione dovesse trovare riscontri oggettivi, lo scenario passerebbe repentinamente da un tentato omicidio a una rapina finita nel peggiore dei modi. Ma è tutto da dimostrare.

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